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lunedì 6 agosto 2012

Una generazione di campioni : riscritta la storia!!

 La pedana resta la nostra gallina dalle medaglie d'oro. Il fioretto è la disciplina in cui eccelliamo, forti di una scuola solida, da Jesi a Livorno, da Roma a Modica.
Un serbatoio capace di sfornare schermidori di qualità, gente da competizione, lucidi quando i nervi si fanno tesi. In queste Olimpiadi di pronostici sbagliati abbiamo
spesso visto come il copione sia spesso fasullo, riservi inciampi imprevisti si riveli una storiaccia da perdenti. Non ora non qui. Questa è la storia di un podio che si illumina d'azzurro, e mentre fuori la luce del giorno non si è ancora arresa , dentro c'è l'allegro baccano che accompagna ogni nostra impresa. Questa è la storia di Fratelli d'Italia che sconfiggono l'emozione, mettono da parte i dissapori portati per quattro anni avanti, a causa di una squalifica per doping di Baldini, e trasformano quella goccia di veleno in prezioso nettare. Questa è la storia di Sorelle d'Italia che incantano tuttti con la loro energia, voracità , prendendosi quell'oro voluto fin dal primo momento in
cui erano scese in pedana. Ballano e cantano sian pronti alla morte tenendosi per mano, raggianti nel sorriso che sta per scoppiargli sulle labbra. Noi intanto andiamo avanti rispecchiandoci nei sorrisi di questi ragazzi e ragazze che rappresentano la faccia migliore della spedizione azzurra. Rispecchiandoci in quello sport, la scherma, che all'Olimpiade ci ha regalato più soddisfazioni (121 medaglie 46 quelle d'oro). Saremmo tutti più poveri di gloria se non ci fossero i nostri moschettieri e le nostre valchirie con la loro cavalcata fioretto in mano, ogni quattro anni, a risollevare il morale e a dare respiro al nostro sport versione cinque cerchi. Finalmente per una volta o per meglio dire ancora una volta nell' ultimo giorno della scherma quelli che restano sul palco quando cala il sipario siamo noi. Per una volta ci godiamo una generazione di campioni .
 




domenica 5 agosto 2012

Un oro per l'Emilia : Jessica batte tutti i record !!


Certe volte basta un battito di ciglia, un ricordo che ci attraversa come un lampo, una distrazione decisiva a tal punto da portarci all' errore. Jessica no, Jessica ieri ha sbagliato un solo tiro. Un solo tiro su cento. Una minima crepa sul muro della perfezione che vale quanto una carezza su un volto. Il volto di una ragazza così giovane che ieri nella fossa  non  ha isolato la paura anzi quasi con sfrontatezza  l'ha portata con sé, perchè le regalasse la forza di vincere l'oro e di essere perfetta. Una ragazza che con la sua purezza e leggerezza  ci ha ricordato il valore della semplicità, che non siamo niente se non abbiamo una terra, la nostra terra. Qui non ci resta che celebrare un fenomeno che a vent'anni ha già vinto tutto. E' campionessa europea e mondiale. Ieri ha sparato oltre ogni limite, perchè più in là non si poteva andare. Colpo dopo colpo ha polverizzato ogni record con la consapevolezza che si poteva arrivare sempre più in alto. Quell'unico tiro sbagliato è solo un dettaglio come un'altro che ci spinge a pensare che allora è umana anche lei. Jessica Rossi è campionessa olimpica due volte. La prima volta ha vinto l'oro la notte della vigilia, con la testa poggiata sul cuscino, con la mente giudata dalla fantasia. Sparava a occhi chiusi senza che le sfuggisse un solo colpo. La seconda volta l'ha vinto rendendosi conto, dopo l'ultimo "pum",  che la luce del sogno si era oramai spende e che infondo quella bella favola lei la stava già vivendo.

UNA DEDICA SPECIALE

Una sottolineatura va fatta per quella dedica che Jessica ha voluto fare alla sua gente, alla mamma e al papà che vivono a Crevalcore , dove la terra trema ancora a causa di sossulti improvvisi  ma per fortuna lievi. Una dedica all' Emilia ferita dal terremoto, agli sfollati che ormai da due mesi vivono nelle tende e nei container della Protezione Civile nell' attesa di rimettere piede nelle proprie case per cominciare a riprendersi le proprie vite e ritrovare se stessi.

IL MENTAL TRAINER

Non solo muscoli e tecnica: è anche questione di mente. Da questo punto di vista Jessica ha il suo punto di riferimento: Roberto Re. Il mental trainer che segue anche le ragazze del beach volley.
"Ho lavorato con tante atlete ma difficilmente ne ho trovata una che sappia tenere un livello di concentrazione come lei, l'unico problema poteva essere un pubblico così numeroso ma l'avevo preparata a vivere la gara ed ero sicuro che era pronta per l'oro e il record".
Jessica peraltro è legata a Roberto Re da molto tempo : he letto e riletto più volte il suo libro che spiega come diventare leader di se stessi. Non c'è dubbio che abbia imparato la lezione.   

lunedì 25 giugno 2012

Eroica Italia : è semifinale !

Una grande Italia contro una piccola Inghilterra. Con il cuore in gola, ai rigori, l’ultimo trasformato da Diamanti, l’Italia va in semifinale contro la Germania. Un grande, meritatissimo traguardo che tardava ad arrivare con il rischio beffa sempre lì dietro l'angolo. Troppe coincidenze negative, troppi segnali al contrario di un pallone che non voleva entrare nonostante tutta la pressione di questo mondo.
Un'Inghilterra che era quasi riuscita a fare il delitto perfetto: ma alla fine di una gara condotta sempre all'attacco, è l'Italia di Prandelli a guadagnarsi l'appuntamento con la storia giovedì a Varsavia per una sfida che dura da sempre. Perfino la stampa britannica riconosce la “superiorità” della Nazionale italiana ("Differenza di classe imbarazzante"). Gli azzurri dominano i tre leoni inglesi padroneggiando sua maestà calcio inglese riducendolo ad un misero maggiordomo. 

Italia d’attacco, si diceva, e Inghilterra coperta, ma era difficile immaginarsi quello che è successo nei primi tre minuti: palla sempre fra i piedi degli azzurri, e lunga azione conclusa da un clamoroso destro sul palo di De Rossi, da trenta metri. Il rumore di quel palo ha continuato a ronzare nella testa degli azzurri, intimiditi nei dieci minuti successivi, con un miracolo di Buffon su Johnson, da due passi.
Una parata pazzesca. Si trattava di riordinare le idee e il gioco, Pirlo e De Rossi si sono dannati in mezzo, aiutati da Montolivo, Marchisio, Abate e Balzaretti, e i risultati ci sarebbero stati, se Balotelli non avesse toppato malamente su due gran palle gol di Pirlo e Montolivo, soprattutto la prima, quando è entrato ancora una volta in stand by solo davanti a Hart. In difficoltà anche Cassano.
Italia lasciata sola dai suoi due attaccanti, con cinque occasioni a due (una anche per Rooney, in tuffo di testa, alto) nel bilancio del gioco fino all’intervallo. E quel palo che non smetteva di vibrare. Nella ripresa, il copione non è cambiato, gli azzurri lì a fare la partita e l’Inghilterra, stile vecchia scuola italiana, in dieci dietro la linea del pallone, a distruggerla.
Con altre quattro occasioni sprecate, un’agonia: De Rossi, ancora Balotelli (e tre), Montolivo sull’immediata ribattuta del tentativo dell’ex interista, e all’89’ Nocerino, lanciato in area da Marchisio, con il tiro che poteva risolvere tutto respinto da uno stinco di Johnson. Per loro, fiammate anche pericolose in contropiede, come con Young, contenute dai ripiegamenti di tutta la squadra. Per novanta minuti, l’Italia ha apparecchiato la tavola, ma nessuno ha affondato il coltello. I tre cambi: Diamanti per Cassano (male il barese, non c’è feeling con Balotelli), Nocerino per De Rossi stanchissimo, Maggio per Abate. E nel primo tempo supplementare, minuto 101’, il secondo palo, di Diamanti. Nel secondo tempo supplementare, un gol annullato giustamente per fuorigioco a Nocerino. Fino all’epilogo ai rigori.
Un macigno, un peso grosso così scaricato via dal mancino di Diamanti che fa seguito agli errori prima di Montolivo, Young(traversa) e Cole ( ipnotizzato da Buffon) e a quel magistrale quanto rischioso cucchiaio di Andrea Pirlo che è miele per gli azzurri veleno per gli inglesi. Insomma giustizia è fatta ora gli uomini di Prandelli sono chimati a compiere l'ennesima impresa ma ormai siamo pronti a credere che quest' Italia può fare di tutto.