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giovedì 9 febbraio 2017
Sanremo: Non solo musica a Sanremo. Tra battute e promesse è Totti show.
Non solo musica a Sanremo: Francesco Totti torna sul palco dell’Ariston. Entra in scena tre volte: diverte con la solita spontaneità e simpatia. Presenta le canzoni a modo suo e poco importa se interrompe il cerimoniale del festival, salutando il direttore d’orchestra “ciao Maestro Campagnoli", chiamando "sciopè" l'autore Cheope, e poi non rispettando la scaletta con il cambio della scelta della sua canzone preferita ( “il piccione di Povia”), a lui si perdona tutto. Immancabile la dichiarazione d’amore alla sua Roma: “Sono riuscito a realizzare il mio sogno. Tra 20 anni mi vedo in un ruolo importante, nella Roma o altrove, ma farò qualcosa che mi piace". Dopo aver visto un video con i suoi 14 gol alla Fiorentina, c’è il tempo per scherzare con Carlo Conti: "Sarebbe stato banale presentarmi qui facendo il 4 con la mano, anche perché io non ho giocato", ha detto Totti riferendosi alla gara tra Roma e Fiorentina di martedì sera. In realtà Francesco ha giocato gli ultimi minuti, ma per Carlo Conti a non essere scesa in campo è stata la squadra viola: "Anzi grazie Fiorentina, non hai giocato e sei rimasta a vedere Sanremo". Gag e battute a parte come è di rito per un calciatore al termine di un incontro, Totti si è sottoposto ad un intervista con domande buone cattive: "Non accetterei nessuna proposta economica per mia moglie, anche se fossi in grandissima difficoltà economica, perché sono troppo geloso dei miei valori". Tra questi, il tifo per la Roma: "Se mio figlio Cristian avesse una maglia della Lazio nel cassetto lo rispetterei, ma tanto è impossibile che succeda". Per far vincere lo scudetto alla Roma poi, Totti è perentorio: "Canterei gli inni di tutte le squadre, ma chi mi garantisce che poi lo vinco?". Capitolo scherzi: "Lo scherzo più bello ricevuto? Mi hanno tagliato i calzini dentro lo spogliatoio, sembravo padre Pio. Io ne faccio tanti, l'ultimo è ad Empoli. Ho messo l'acqua sul seggiolino del nostro team manager e aveva una chiazza enorme sui pantaloni." Insomma risate, sorrisi e saluti finali con il lancio dei palloni autografati, in galleria. Semplicente Francesco Totti.
martedì 17 gennaio 2017
Quelli del ’90: Belotti e Donnarumma, simboli del nuovo che avanza.
Così giovani ma già cosi leader. Uno attaccante l’altro
portiere, Andrea Belotti e Gianluigi Donnarumma stanno pian piano diventando i
simboli del presente e dell’imminente futuro del calcio italiano, del nuovo che
avanza. La dimostrazione che non è vero che l'Italia non produce più giocatori,
anzi è vero il contrario. Se Donnarumma, seppur non ancora 18enne, sembra esser destinato a diventare l’erede designato di Buffon, dando seguito
alla tradizione dei portieri, è ragionevole pensare che la doppia R- Rugani &
Romagnoli - raccoglierà l’eredità della
BBC proteggendolo almeno per il prossimo decennio. Come se non
bastasse l’abbondanza in mezzo al campo induce a pensare che l’Italia sia il
paese dei centrocampisti: dallo già
affermato Verratti, passando per il trio Cataldi-Baselli-Benassi, fino ad
arrivare al duo ancora acerbo ma comunque in proiezione nazionale Locatelli-Pellegrini.
L’attacco invece è affidato alla combinazione della creatività garantita dall’estro
di Federico Bernardeschi, Domenico Berardi e Lorenzo Insigne unita all’esplosività
assicurata da due dei rari veri
attaccanti centrali degli ultimi anni: il “Gallo” Belotti e Ciro Immobile, che
con i loro gol stanno alimentando il sogno Europa di Torino e Lazio. Proprio il
“Gallo”, paragonato a Gianluca Vialli per prestanza fisica e doti tecniche, ha
visto il 2016 come l’anno della sua consacrazione. Ragazzi che nel loro piccolo,
per ora, stanno facendo sognare i tifosi dei rispettivi club di cui indossano
la maglia, ma che da qui al prossimo mondiale in Russia, potrebbero unire un
paese intero a gridare ancora una volta il
nome dei loro beniamini che diventano campioni.
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martedì 7 giugno 2016
Blog in ristrutturazione
A tutti i lettori di questo blog, la readazione annuncia che il blog è, per problemi tecnici, momentaneamente in ristrutturazione. Le attività riprenderanno il prima possibile. Ci scusiamo per il disagio. A presto.
La redazione.
La redazione.
lunedì 18 aprile 2016
Uefa Youth League: Il Chelsea concede il bis. Battuto in finale il Psg.
Il Chelsea concede il bis. I Blues difendono il titolo conquistato nella scorsa stagione e riconquistano la UEFA Youth League 2016 superando in finale 2-1 il Psg di Augustin. In una partita ricca di episodi e occasioni, la difesa del titolo per il Chelsea è merito del cinismo, condizionato anche da qualche errore, del suo trequartista Kasey Palmer e del portiere Collins. Il primo, lasciato in panchina nella finale dello scorso anno, è una vera e propria spina nel fianco per i difensori parigini trovando spesso spazi pericolosi (suo il gol della vittoria). Il secondo invece, para un rigore, che poteva cambiare la storia del match, al talento Augustin, e nel finale non perde concentrazione sui tentativi avversari di riacciuffare il match."Diventare campioni d'Europa per due anni di fila è un traguardo enorme", ha dichiarato il tecnico del Chelsea Adi Viveash. Per Collins, Clarke-Salter, Temitayo Aina e il capitano Charlie Colkett si tratta del secondo trionfo in UEFA Youth League dopo quello del 2015 contro lo Shakhtar Donetsk.Per 12 giocatori, tra cui Clarke-Salter, potrebbe arrivare ben presto un altro successo: quello nella doppia finale di FA Youth Cup contro il Manchester City in programma tra qualche giorno. La festa è servita, e chissà che con l'approdo di Antonio Conte sulla panchina dei Blues per qualcuno non si avveri anche il sogno Premier League.
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