L’ultimo atto della stagione calcistica regala l’ultima emozione, l’ultimo titolo di quelli grossi. La Juventus non realizza il “double”, paga carissimo il primo inciampo di un’annata da standing ovation non realizzando di fatto quel record di imbattibilità che nessuno è stato in grado di realizzare in Italia. Non supera l'ultimo ostacolo,il Napoli, perdendo un trofeo a vantaggio degli azzurri che invece coronano un ciclo straordinario, conquistando il primo grande successo dell'era De Laurentis. Poteva essere una serata speciale per i bianconeri con l'ultima gara, quella dell'addio, giocata in maglia bianconera dal capitano Alex Del Piero, invece ai tifosi bianconeri è rimasto l'amaro in bocca. Una serata speciale lo è stata ma per i partenopei che conqusitano il "trofeo della rinascita" strappandolo proprio ai acerrimi rivali. Un trionfo napoletano su cui hanno messo la firma i tre tenori più uno : Lavezzi, Cavani, Hamsik e Pandev. Uomini simbolo di una rifondazione costruita in otto anni e che consente al Napoli di gioire e a Walter Mazzarri di prendersi la rivincita conquistando quella coppa persa ai rigori contro la Lazio quando era alla guida della Sampdoria. Un successo in coppa che era atteso da 25 anni. L'ultima volta, nel 1987, gli azzurri di Maradona superaromo l'Atalanta 3-0 a Napoli e 1-0 a Bergamo.E' la quarta Coppa Italia per gli azzurri. La Juventus invece deve rimandare l'assalto alla decima. Anni di lavoro in cui dirigenza, allenatore e giocatori hanno lavorato per riportare questa squadra dall'anonimato al paradiso delle grandi. Juve e Napoli si erano incrociate a Torino, in campionato, circa un mese e mazzo fa. Gli azzurri che erano stati travolti dovevano cercare di trovare un equlibrio più solido in mezzo al campo che quella sera era mancato. Detto fatto: il Napoli non ha concesso spazi ben sapendo che Pirlo e compagni sanno sfruttarli in maniera straodinaria. Hanno studiato con prudenza l'avversario e al momento giusto hanno colpito con freddezza prima grazie allo scatto bruciante di Lavezzi(che si è procurato un rigore, poi trasformato da Cavani) poi grazie ad un contropiede siglato Inler-Pandev-Hamsik. Li è comniciata un'altra partita perchè La Juve ha usato tutto l'orgoglio che possiede per rimontare, il napoli ha stretto i denti, ha sofferto e ha difeso fine alla fine il vantaggio anche grazie alla resa negli ultimi minuti della Juventus a causa di una ingenua legerezza di Quagliarella (cascato nella trappola provocatoria di Aronica). L'arbitro Brighi fischia e inizia il delirio. Cannavaro alza la coppa e nemmeno il tempo di scendere verso gli spogliatoi che i tifosi presi dall'euforia hanno invaso il campo. Nel frattempo a Napoli alle ore 23 espolde la Piedigrotta: sirene delle navi nel porto, fuochi d'artificio, carovane di auto da ogni parte la canzone del "o surdato nnammurato" che si udiva dal maxi schermo come nella notte di Capodanno, come nella notte del primo e del secondo scudetto perchè tanti di quei tifosi non erano neanche nati all'epoca e questa era per loro la prima vera festa regalata dal loro Napoli. Una festa continuata fino alla mattina sotto gli occhi dei giocatori del Napoli che passavano per le vie della città sul pulman aperto sfoggiando la coppa. Quella coppa che ha permesso agli uomini di Mazzarri di entrare di diritto nella storia.
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lunedì 21 maggio 2012
Euforia Napoli: arriva la conquista della Coppa Italia
L’ultimo atto della stagione calcistica regala l’ultima emozione, l’ultimo titolo di quelli grossi. La Juventus non realizza il “double”, paga carissimo il primo inciampo di un’annata da standing ovation non realizzando di fatto quel record di imbattibilità che nessuno è stato in grado di realizzare in Italia. Non supera l'ultimo ostacolo,il Napoli, perdendo un trofeo a vantaggio degli azzurri che invece coronano un ciclo straordinario, conquistando il primo grande successo dell'era De Laurentis. Poteva essere una serata speciale per i bianconeri con l'ultima gara, quella dell'addio, giocata in maglia bianconera dal capitano Alex Del Piero, invece ai tifosi bianconeri è rimasto l'amaro in bocca. Una serata speciale lo è stata ma per i partenopei che conqusitano il "trofeo della rinascita" strappandolo proprio ai acerrimi rivali. Un trionfo napoletano su cui hanno messo la firma i tre tenori più uno : Lavezzi, Cavani, Hamsik e Pandev. Uomini simbolo di una rifondazione costruita in otto anni e che consente al Napoli di gioire e a Walter Mazzarri di prendersi la rivincita conquistando quella coppa persa ai rigori contro la Lazio quando era alla guida della Sampdoria. Un successo in coppa che era atteso da 25 anni. L'ultima volta, nel 1987, gli azzurri di Maradona superaromo l'Atalanta 3-0 a Napoli e 1-0 a Bergamo.E' la quarta Coppa Italia per gli azzurri. La Juventus invece deve rimandare l'assalto alla decima. Anni di lavoro in cui dirigenza, allenatore e giocatori hanno lavorato per riportare questa squadra dall'anonimato al paradiso delle grandi. Juve e Napoli si erano incrociate a Torino, in campionato, circa un mese e mazzo fa. Gli azzurri che erano stati travolti dovevano cercare di trovare un equlibrio più solido in mezzo al campo che quella sera era mancato. Detto fatto: il Napoli non ha concesso spazi ben sapendo che Pirlo e compagni sanno sfruttarli in maniera straodinaria. Hanno studiato con prudenza l'avversario e al momento giusto hanno colpito con freddezza prima grazie allo scatto bruciante di Lavezzi(che si è procurato un rigore, poi trasformato da Cavani) poi grazie ad un contropiede siglato Inler-Pandev-Hamsik. Li è comniciata un'altra partita perchè La Juve ha usato tutto l'orgoglio che possiede per rimontare, il napoli ha stretto i denti, ha sofferto e ha difeso fine alla fine il vantaggio anche grazie alla resa negli ultimi minuti della Juventus a causa di una ingenua legerezza di Quagliarella (cascato nella trappola provocatoria di Aronica). L'arbitro Brighi fischia e inizia il delirio. Cannavaro alza la coppa e nemmeno il tempo di scendere verso gli spogliatoi che i tifosi presi dall'euforia hanno invaso il campo. Nel frattempo a Napoli alle ore 23 espolde la Piedigrotta: sirene delle navi nel porto, fuochi d'artificio, carovane di auto da ogni parte la canzone del "o surdato nnammurato" che si udiva dal maxi schermo come nella notte di Capodanno, come nella notte del primo e del secondo scudetto perchè tanti di quei tifosi non erano neanche nati all'epoca e questa era per loro la prima vera festa regalata dal loro Napoli. Una festa continuata fino alla mattina sotto gli occhi dei giocatori del Napoli che passavano per le vie della città sul pulman aperto sfoggiando la coppa. Quella coppa che ha permesso agli uomini di Mazzarri di entrare di diritto nella storia.
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