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martedì 10 febbraio 2015

Editoriale : il coraggio di dire la verità tanto criticato in Italia

Ancora una volta Juventus-Milan non si limita ad essere un partita di calcio che dura 90 minuti. Ancora una volta non si limita al poter giudicare chi è stato il migliore, chi abbia effettivamente meritato di vincere o se chi ha perso ha effettivamente meritato di farlo. Di questa sfida si ricorderà soprattutto la polemica su un fermo immagine (foto) che tanto ha fatto arrabbiare il Milan e l'ambiente rossonero. Una polemica che fa eco alle parole di Galliani : "la produzione delle immagini delle gare della Juve sono gestite dalla società stessa. Contesto il fatto che facciano vedere quello che vogliono". Parole a cui la Juve risponde con quel tono che finisce solo per buttare altra benzina sul fuoco. Ma parliamoci chiaro: Galliani ha usato parole dure ma forse vere e non dettate dalla sconfitta, che fanno seguito a quell'ennesima situazione che ha tanti dubbi e poche certezze che è andata a favore della Juve. Ma la cosa più triste è che nel nostro paese tali parole sono state ampiamente criticate e che alcune testate e alcuni programmi sportivi abbiano usato titoli e/o parole ampiamente parziali (senza essere criticati) quando nel giornalismo la prima cosa è l'imparzialità. In una situazione del genere è definibile incompetenza non lasciare il minimo dubbio su una situazione che di dubbi ne ha tantissimi  e non si può tollerare la superficialità e l'arroganza di tracciare una linea del genere. Ci si nasconde dietro alla parola prospettiva, ma tutto lascia credere che non si sappia cosa sia se non la si rispetta. Rimaniamo con la tristezza che basandoci sull'ignoranza del nostro paese ci si limita a far credere quello che si vuole dimenticandosi che chi di dovere, rossoneri e non,  avrebbe fatto più bella figura a lasciare i dovuti dubbi sul primo gol e si fosse limitato a giudicare le prestazioni delle singole squadre. Si perché è inutile negarlo siamo un popolo di confusionari a cui piacciono le polemica e la dietrologia. Fin da quando siamo piccoli troviamo sempre un motivo per discutere e cosi succede anche quando cresciamo . Tutto è una polemica, una discussione. Rassegnamoci al fatto che in questo paese si pensa solo a vendere e la notizia che non è polemica non vende.

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