Alla fine la stangata per il Napoli è arrivata: due punti di penalizzazione alla società per responsabilità oggettiva, sei mesi di squalifica a Paolo Cannavaro e a Gianluca Grava per omessa denuncia e tre anni e tre mesi di stop all'ex terzo portiere degli azzurri Matteo Gianello per tentato illecito.Queste le decisioni della Commissione disciplinare della Figc, nel processo calcioscommesse che vede i giocatori della società partenopea coinvolti in merito al match Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010. Al Napoli inoltre sono stati inflitti anche 70 mila euro di ammenda. In classifica la squadra di Mazzarri scende dal terzo al quinto posto a quota 31 punti.Nel dispositivo depositato, la Commissione Disciplinare della Figc spiega i motivi che hanno portato alla condanna del Napoli, di Cannavaro e di Grava, oltre naturalmente a quella di Gianello. In particolare dalla Disciplinare viene "riconosciuta l'attendibilità di Gianello".Inoltre "deve ritenersi accertato il coinvolgimento dei calciatori Cannavaro e Grava in considerazione dei particolari rapporti di familiarità di Gianello"e maturato il convincimento che i calciatori stessi, contattati da Gianello, pur rifiutando l'illecito, abbiano omesso di informare tempestivamente la Procura federale, è confermata la violazione contestata dell'art. 7, comma 7, CGS". Sempre per la Disciplinare, infine, "alle responsabilità dei calciatori sopracitati consegue quella oggettiva della società Napoli ai sensi dell'art. 7, commi 2 e 4, CGS e dell'art. 4, comma 2, CGS in ordine all'addebito contestato al proprio tesserato Gianello, nonché ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, CGS in ordine agli addebiti contestati ai propri tesserati Cannavaro e Grava". Una batosta che compromette non poco il cammino degli azzurri.
