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sabato 30 maggio 2015

Elezioni Fifa: Il principe Ali Bin si ritira. Inizia il quinto mandato di Blatter.

Inossidabile ed inaffondabile. A Sepp Blatter piacciono le metafore marittime e, per il quinto mandato consecutivo, resterà l'indiscusso capitano della nave Fifa. Ha prontamente promesso di ''guidarla verso lidi molto piu' tranquilli'', non appena confermato alla presidenza, nonostante i gravi scandali abbattutisi sulla Federcalcio mondiale. Il tentativo dell'Uefa ed in particolare di Michel Platini, di scalzarlo dalla poltrona è andato a vuoto. Il principe Ali Bin al Hussein ci ha provato, ma alla fine ha raccolto appena 73 voti (contro i 133 del 79enne svizzero) che non gli avrebbero dato alcuna chance nella seconda votazione dove sarebbe bastata la maggioranza semplice. Che il 'colonnello' accusi invece ben 79 anni non rappresenta un problema par lui. "In questi momenti difficili la Fifa ha bisogno di un leader forte e con esperienza - ha assicurato il rieletto - Fin da domani ci metteremo al lavoro per cambiare, lanciare un'evoluzione non una rivoluzione, e far in modo che la Fifa sia nuovamente rispettata nel mondo. Prometto che al termine del mio mandato, lascerò al mio successore una Fifa sanissima, molto più forte e indipendente dalle ingerenze politiche". Platini aveva invitato l'Europa a votare compatta per il principe giordano ma solo una quarantina di federazioni dovrebbero aver seguito il consiglio. E l'Italia? Impossibile da sapere, in quanto il presidente federale Carlo Tavecchio subito dopo il voto è partito senza rilasciare dichiarazioni. Blatter ha senz'altro raccolto voti dagli alleati storici, Asia e Africa, dalla Concacaf (tranne Usa e Canada), probabilmente dall'Oceania. Sempre molto attento alle proprie alleanze, appena rieletto, Blatter ha annunciato l'intenzione di allargare il comitato esecutivo ''a 30 membri, per consentire a tutte le confederazioni di essere meglio rappresentate''. La giornata del neo-rieletto è trascorsa senza i temuti scossoni e senza proteste eclatanti La tensione semmai si è avvertita fuori dall'Hallenstadion che ha ospitato il Congresso, con tanto di allarme-bomba (prontamente rientrato) e le tensioni legate alla diatriba israelo-palestinese. Alla fine tutto si è risolto, ma forse il calcio mondiale ha perso.