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mercoledì 7 dicembre 2011

Barcellona che spettacolo . Anche i baby fanno i marziani.

IL Barcellona che vince 4 a 0 certo non è una novità, ma giocare con la primavera in campo e vincere di goleada non è da tutti.
Una cose di queste che riesce giusto a squadre come il Barcellona.
Contro i russi del Bate che dovrebbero lottare per sperare nell’Europa League, il Barca si diverte dal primo al novantesimo, annichilendo gli avversari.
Domina sul piano del gioco e diverte un pubblico accorso ad applaudire i ragazzi che fanno da preludio al grande spettacolo della supersfida al Real,sabato.

LA PARTITA

Guardiola regala esperimenti a tutto spiano, schierando un 4-3-3 nel quale 5/11 vengono convocati dalla cantera,
gli altri (Pedrito escluso) non sono mai titolari fissi dell’11 blaugrana.
Gli ospiti provano un 4-4-2 titolare per sperare nel miracolo che, stando alle notizie provenienti da Praga,
potrebbe anche favorirli, se non fosse per la straordinaria vena dei blaugrana che, in rodaggio per mezzora,
demoliscono il match dal 35′ in poi, quando il giovane Roberto, assistito da Pedro, spara di destro dal limite portando in vantaggio i suoi.

Il primo tempo si chiude col vantaggio minimo ma lascia intravedere una ripresa da fuochi d’artificio.
Illuminata dopo 10 minuti dal dal gol del 2-0 arriva al 60′ quando Montoya chiude in attacco una diagonale splendida
disegnata da Roberto che consente al terzino catalano di andare facilmente in gol a tu per tu con Gutor.
Nemmeno il tempo per annotare che, dopo 120″, arriva anche la terza rete: è una perla quella di Pedro che, su assist di Cuenca, tocca di tacco a pochi metri dalla porta segnando il gol più bello della serata.
nel finale diviene un rotondo 0-4 quando Pedro trasforma un penalty per fallo ai suoi danni segnando la sua personale doppietta.


IL FUTURO SONO LORO

Le secondissime linee (età media 21,4), quelle verdi e pimpanti di una cantera di indubbio valore che,
giocando con il piglio e l’esuberanza tipica dei giovani, stravince un confronto dominato dall’inizio alla fine
che ribadisce non solo l'immensa forza della squadra catalana ma anche l’estremo, splendido, lavoro che la società compie su un parco giovani dal quale verranno, sicuramente, i marziani del calcio di domani.







domenica 4 dicembre 2011

Marchisio goleador. La juve torna padrona

Allo " Juventus Stadium" la squadra di Conte riesce ad imporsi su di un ottimo Cesena per 2-0.
Uno splendido gol di Marchisio al 27' della ripresa e un rigore inesistente di Vidal al 38' garantiscono i  tre punti che riportano in vetta la Juve.
Un brillante Milan e una sorprendende Udinese sono costrette a tornare all' inseguimento della squadra di Conte che dimostra sempre più maturità.



Fino al 72' della ripresa, però, il fantasma minaccioso di Milan e Udinese aleggia sulle teste juventine , incapaci di bucare il Cesena.
Percussioni centrali e folate sulle fasce è la tattica  che i bianconeri di casa presenta agli ospiti. Che vacillano, ma non crollano mai.
Il fatto è che la squadra di Conte è veloce, aggressiva, ha un possesso palla mostruoso ma quando si tratta di concludere manca qualcosa.
I romagnoli dal canto loro si coprono perfettamente, con una linea difensiva che spesso arriva a schierare sei uomini.

Nella ripresa si ripete l'assedio della prima frazione con i primi assalti che continuano ad andare a vuoto.
Nonostante i cambi ( Qualgliarella e Del Piero per Matri e Vucinic ) il risultato non cambia : la porta sembra stregata
Serve il solito Marchisio a prendere per mano la squadra e a raddrizzare la situazione con una prodezza delle sue, ed è 1-0 Juve .
Poco più Tardi match messo in giacchio dai bianconeri grazie ad un rigore fantasma ed espulsione di Antonioli realizzato poi da Vidal .
Vittoria, che risulata essere ancora piu importante  data  la mancanza di Pirlo( ben assorbita ) e la notizia di una Roma (prossimo avversario dei bianconeri) distrutta.

Un messaggio chiaro della Juventus alle pretendenti .
Quest' anno la Juve sembra piu volgiosa che mai ( favorita anche dall'assenza di competizioni europee) di volersi impadronire del campionato.
Bella , matura , e forte la squadra di conte nonn dimostra mai paura anzi ha imparato a incuterla .




sabato 3 dicembre 2011

Diavolo corsaro . Rossoneri primi per una notte .

Un rigore di Ibra e un altro guizzo di Nocerino.
Così, almeno per una notte, il Milan torna dove non stava da maggio, dal giorno del 18˚ scudetto.
Capolista solitario, con una partita in più della Juve, ma in capo a una rimonta mica da definire una qualsiasi.
Giusto due mesi fa, era il 2 ottobre, Allegri perdeva male in casa di Conte e scivolava a -6 dalla vetta. Il 2-0 esterno sul Genoa ha completato il rimontone.

Da allora ha vinto 7 partite su 8, segnando 24 gol, e pareggiando solo a Firenze, dove avrebbe strameritato il successo.
Contro i grifoni  rossoblù, ieri ha faticato fino al rigore, con tanto di «rosso» a Kaladze. Non ha avuto Pato, appena rientrato e di nuovo ko per la febbre;
Ha giocato molto e concretizzato poco. Troppo superiore, comunque. Alla fine è riuscito a vincere per la prima volta in trasferta con più di un gol di scarto.


Palleggio come sempre insistito, quello milanista. Predominio assoluto, ma con rari sbocchi tra le fitte maglie rossoblù.
Ibrahimovic mai pericoloso sotto porta anche perché presente più altrove, Robinho fumoso. Fino all’azione decisiva.
Binho, un assist delizioso per lo svedese in area; Ibra, un movimento dei suoi per liberarsi del già ammonito Kaladze, che lo ha atterrato.
Rigore trasformato con violenza e precisione per il 102˚ gol in A del vincitore seriale di scudetti.
Robinho, poi, è tornato quel che è: famelico divoratore di reti facili, ne ha mangiata una a mezzo metro dalla linea, alzando un passaggio al bacio di Aquilani. ha poi sfruttato il  «Voglio essere primo a Natale», aveva detto Allegri. Lo è già adesso, aspettando Juve e Udinese.


CALCIO MALATO

Se in campo non è successo granché da ricordare, quel che è capitato fuori è tutto da dimenticare.
Nella scia delle brutture che si porta dietro uno degli incroci più a rischio del nostro calcio malato.
Genoa-Milan costò nel 1995 la vita a Vincenzo Spagnolo, 25enne tifoso rossoblù, e soltanto da due stagioni ha riaperto le porte di Marassi al seguito rossonero.
Di nuovo incidenti, ieri sera, nel piazzale di fronte allo stadio. Prima tra le fazioni opposte. Poi tra genoani e forze dell’ordine. Che, a partita in corso da 14’, hanno esploso lacrimogeni per tenere sotto controllo una situazione che rischiava di degenerare, con un agente di polizia ferito alla fronte in modo non grave.
Il gas ha invaso il campo, provocando il fuggi fuggi tra gli spettatori della tribuna, prima che al 15’ Celi decidesse di sospendere il match.
Tutti col fazzoletto davanti a occhi e bocca, compresi Galliani e Braida, tra i più pronti ad allontanarsi. Blocco di 9’ e poi, svanito il fastidioso effetto e ristabilita la calma all’esterno, s’è ripreso a giocare.


Goleada Napoli. Villareal avvisato !

Torna a vincere dopo più di un mese il Napoli in campionato (l'ultimo successo il 26 ottobre con l'Udinese).
Lo fa travolgendo 4-1 il Lecce al San Paolo grazie alla doppietta di Cavani e alle reti di Lavezzi e Dzemaili.
Un successo che porta gli azzurri al quinto posto in classifica e consente a Mazzarri di presentarsi nel migliore dei modi all'appuntamento decisivo
di Champions di mercoledì in Spagna con il Villarreal.


LA PARTITA

In avvio  il Lecce, con l'acqua alla gola per una classifica spettrale, mostra di saper giocare un buon calcio.
Palla a terra, rapidi fraseggi della coppia d'attacco, brava a scambiare e creare spazio per gli incursori.
Il Napoli, fuori fase , deve affidarsi al genio di Lavezzi, che al minuto 26' trova il vantaggio dopo aver ubriacato Cuadrado e Oddo sulla sinistra.
Gli azzurri cambiano marcia, mordono, non andando mai troppo per il sottile. Il Lecce si squaglia pian piano sotto i colpi  di Dzemaili e Pandev .
Il macedone parte da dietro e manda in porta Cavani per il raddoppio. Lo svizzero,  si sgancia spesso e trova la bordata che chiude il match con netto anticipo.
Anche dietro il Napoli dimostra una buona compattezza, assente ad esempio nello stucchevole pari con la Juve.


Nella ripresa cambio di musica : Muriel e Pasquato si dannano.
Il colombiano trova un raro pertugio e sorvola De Sanctis , i partenopei vanno un po' in affanno, anche a causa della densità creata dai leccesi.
Mazzarri restituisce il colpo e manda in campo Gargano e Hamsik, bravo a far nascere l'azione del poker che Cavani chiude con un comodo appoggio da due passi.



ASPETTANDO IL VILLAREAL 

Con la dovuta saggezza, concedendo poche sbavature e mostrandosi  oltre che irruento  bello e maturo.
Una squadra tosta e spigolosa,  più sicura che mai dei propri mezzi anche senza qualificazioni in palio.
Più che un avviso al Villarreal.
Il city con questo Napoli insomma sembra desinato a doversi accontentare dell' Europa League .