.GLI ITALIANI CI SPERANO
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sabato 30 giugno 2012
lunedì 25 giugno 2012
Eroica Italia : è semifinale !
Una grande Italia contro una piccola Inghilterra. Con il cuore in gola, ai rigori, l’ultimo trasformato da Diamanti, l’Italia va in semifinale contro la Germania. Un grande, meritatissimo traguardo che tardava ad arrivare con il rischio beffa sempre lì dietro l'angolo. Troppe coincidenze negative, troppi segnali al contrario di un pallone che non voleva entrare nonostante tutta la pressione di questo mondo.
Un'Inghilterra che era quasi riuscita a fare il delitto perfetto: ma alla fine di una gara condotta sempre all'attacco, è l'Italia di Prandelli a guadagnarsi l'appuntamento con la storia giovedì a Varsavia per una sfida che dura da sempre. Perfino la stampa britannica riconosce la “superiorità” della Nazionale italiana ("Differenza di classe imbarazzante"). Gli azzurri dominano i tre leoni inglesi padroneggiando sua maestà calcio inglese riducendolo ad un misero maggiordomo.
Italia d’attacco, si diceva, e Inghilterra coperta, ma era difficile immaginarsi quello che è successo nei primi tre minuti: palla sempre fra i piedi degli azzurri, e lunga azione conclusa da un clamoroso destro sul palo di De Rossi, da trenta metri. Il rumore di quel palo ha continuato a ronzare nella testa degli azzurri, intimiditi nei dieci minuti successivi, con un miracolo di Buffon su Johnson, da due passi.
Una parata pazzesca. Si trattava di riordinare le idee e il gioco, Pirlo e De Rossi si sono dannati in mezzo, aiutati da Montolivo, Marchisio, Abate e Balzaretti, e i risultati ci sarebbero stati, se Balotelli non avesse toppato malamente su due gran palle gol di Pirlo e Montolivo, soprattutto la prima, quando è entrato ancora una volta in stand by solo davanti a Hart. In difficoltà anche Cassano.
Italia lasciata sola dai suoi due attaccanti, con cinque occasioni a due (una anche per Rooney, in tuffo di testa, alto) nel bilancio del gioco fino all’intervallo. E quel palo che non smetteva di vibrare. Nella ripresa, il copione non è cambiato, gli azzurri lì a fare la partita e l’Inghilterra, stile vecchia scuola italiana, in dieci dietro la linea del pallone, a distruggerla.
Con altre quattro occasioni sprecate, un’agonia: De Rossi, ancora Balotelli (e tre), Montolivo sull’immediata ribattuta del tentativo dell’ex interista, e all’89’ Nocerino, lanciato in area da Marchisio, con il tiro che poteva risolvere tutto respinto da uno stinco di Johnson. Per loro, fiammate anche pericolose in contropiede, come con Young, contenute dai ripiegamenti di tutta la squadra. Per novanta minuti, l’Italia ha apparecchiato la tavola, ma nessuno ha affondato il coltello. I tre cambi: Diamanti per Cassano (male il barese, non c’è feeling con Balotelli), Nocerino per De Rossi stanchissimo, Maggio per Abate. E nel primo tempo supplementare, minuto 101’, il secondo palo, di Diamanti. Nel secondo tempo supplementare, un gol annullato giustamente per fuorigioco a Nocerino. Fino all’epilogo ai rigori.
Un'Inghilterra che era quasi riuscita a fare il delitto perfetto: ma alla fine di una gara condotta sempre all'attacco, è l'Italia di Prandelli a guadagnarsi l'appuntamento con la storia giovedì a Varsavia per una sfida che dura da sempre. Perfino la stampa britannica riconosce la “superiorità” della Nazionale italiana ("Differenza di classe imbarazzante"). Gli azzurri dominano i tre leoni inglesi padroneggiando sua maestà calcio inglese riducendolo ad un misero maggiordomo.
Italia d’attacco, si diceva, e Inghilterra coperta, ma era difficile immaginarsi quello che è successo nei primi tre minuti: palla sempre fra i piedi degli azzurri, e lunga azione conclusa da un clamoroso destro sul palo di De Rossi, da trenta metri. Il rumore di quel palo ha continuato a ronzare nella testa degli azzurri, intimiditi nei dieci minuti successivi, con un miracolo di Buffon su Johnson, da due passi.
Una parata pazzesca. Si trattava di riordinare le idee e il gioco, Pirlo e De Rossi si sono dannati in mezzo, aiutati da Montolivo, Marchisio, Abate e Balzaretti, e i risultati ci sarebbero stati, se Balotelli non avesse toppato malamente su due gran palle gol di Pirlo e Montolivo, soprattutto la prima, quando è entrato ancora una volta in stand by solo davanti a Hart. In difficoltà anche Cassano.
Italia lasciata sola dai suoi due attaccanti, con cinque occasioni a due (una anche per Rooney, in tuffo di testa, alto) nel bilancio del gioco fino all’intervallo. E quel palo che non smetteva di vibrare. Nella ripresa, il copione non è cambiato, gli azzurri lì a fare la partita e l’Inghilterra, stile vecchia scuola italiana, in dieci dietro la linea del pallone, a distruggerla.
Con altre quattro occasioni sprecate, un’agonia: De Rossi, ancora Balotelli (e tre), Montolivo sull’immediata ribattuta del tentativo dell’ex interista, e all’89’ Nocerino, lanciato in area da Marchisio, con il tiro che poteva risolvere tutto respinto da uno stinco di Johnson. Per loro, fiammate anche pericolose in contropiede, come con Young, contenute dai ripiegamenti di tutta la squadra. Per novanta minuti, l’Italia ha apparecchiato la tavola, ma nessuno ha affondato il coltello. I tre cambi: Diamanti per Cassano (male il barese, non c’è feeling con Balotelli), Nocerino per De Rossi stanchissimo, Maggio per Abate. E nel primo tempo supplementare, minuto 101’, il secondo palo, di Diamanti. Nel secondo tempo supplementare, un gol annullato giustamente per fuorigioco a Nocerino. Fino all’epilogo ai rigori.
Un macigno, un peso grosso così scaricato via dal mancino di Diamanti che fa seguito agli errori prima di Montolivo, Young(traversa) e Cole ( ipnotizzato da Buffon) e a quel magistrale quanto rischioso cucchiaio di Andrea Pirlo che è miele per gli azzurri veleno per gli inglesi. Insomma giustizia è fatta ora gli uomini di Prandelli sono chimati a compiere l'ennesima impresa ma ormai siamo pronti a credere che quest' Italia può fare di tutto.
lunedì 21 maggio 2012
Euforia Napoli: arriva la conquista della Coppa Italia
L’ultimo atto della stagione calcistica regala l’ultima emozione, l’ultimo titolo di quelli grossi. La Juventus non realizza il “double”, paga carissimo il primo inciampo di un’annata da standing ovation non realizzando di fatto quel record di imbattibilità che nessuno è stato in grado di realizzare in Italia. Non supera l'ultimo ostacolo,il Napoli, perdendo un trofeo a vantaggio degli azzurri che invece coronano un ciclo straordinario, conquistando il primo grande successo dell'era De Laurentis. Poteva essere una serata speciale per i bianconeri con l'ultima gara, quella dell'addio, giocata in maglia bianconera dal capitano Alex Del Piero, invece ai tifosi bianconeri è rimasto l'amaro in bocca. Una serata speciale lo è stata ma per i partenopei che conqusitano il "trofeo della rinascita" strappandolo proprio ai acerrimi rivali. Un trionfo napoletano su cui hanno messo la firma i tre tenori più uno : Lavezzi, Cavani, Hamsik e Pandev. Uomini simbolo di una rifondazione costruita in otto anni e che consente al Napoli di gioire e a Walter Mazzarri di prendersi la rivincita conquistando quella coppa persa ai rigori contro la Lazio quando era alla guida della Sampdoria. Un successo in coppa che era atteso da 25 anni. L'ultima volta, nel 1987, gli azzurri di Maradona superaromo l'Atalanta 3-0 a Napoli e 1-0 a Bergamo.E' la quarta Coppa Italia per gli azzurri. La Juventus invece deve rimandare l'assalto alla decima. Anni di lavoro in cui dirigenza, allenatore e giocatori hanno lavorato per riportare questa squadra dall'anonimato al paradiso delle grandi. Juve e Napoli si erano incrociate a Torino, in campionato, circa un mese e mazzo fa. Gli azzurri che erano stati travolti dovevano cercare di trovare un equlibrio più solido in mezzo al campo che quella sera era mancato. Detto fatto: il Napoli non ha concesso spazi ben sapendo che Pirlo e compagni sanno sfruttarli in maniera straodinaria. Hanno studiato con prudenza l'avversario e al momento giusto hanno colpito con freddezza prima grazie allo scatto bruciante di Lavezzi(che si è procurato un rigore, poi trasformato da Cavani) poi grazie ad un contropiede siglato Inler-Pandev-Hamsik. Li è comniciata un'altra partita perchè La Juve ha usato tutto l'orgoglio che possiede per rimontare, il napoli ha stretto i denti, ha sofferto e ha difeso fine alla fine il vantaggio anche grazie alla resa negli ultimi minuti della Juventus a causa di una ingenua legerezza di Quagliarella (cascato nella trappola provocatoria di Aronica). L'arbitro Brighi fischia e inizia il delirio. Cannavaro alza la coppa e nemmeno il tempo di scendere verso gli spogliatoi che i tifosi presi dall'euforia hanno invaso il campo. Nel frattempo a Napoli alle ore 23 espolde la Piedigrotta: sirene delle navi nel porto, fuochi d'artificio, carovane di auto da ogni parte la canzone del "o surdato nnammurato" che si udiva dal maxi schermo come nella notte di Capodanno, come nella notte del primo e del secondo scudetto perchè tanti di quei tifosi non erano neanche nati all'epoca e questa era per loro la prima vera festa regalata dal loro Napoli. Una festa continuata fino alla mattina sotto gli occhi dei giocatori del Napoli che passavano per le vie della città sul pulman aperto sfoggiando la coppa. Quella coppa che ha permesso agli uomini di Mazzarri di entrare di diritto nella storia. giovedì 10 maggio 2012
Ruggito Atletico : Falcao si riprende l'Europa
Da bianco azzurro a bianco rosso. Allo stadio National Arena di Bucarest, cambia la squadra vincente, ma non il suo dittatore: Radamel Falcao. Grazie al suo fenomeno l'Atletico Madrid batte i ragazzi del "Loco" Bielsa. Lo fa spegnendo l'entusiasmo tattico del coraggioso ma immaturo Athletic. Lo fa facendo capire subito che per i baschi sarebbe stata una serata da incubo. L'Athletic Bilbao ha provato a far ciò che Marcelo Bielsa ha loro insegnato , tenere palla e giocarla, ma la pressione dell' Atletico non ha dato mai un attimo di respiro. L'Atletico Madrid tiene in mano la partita senza correre troppi rischi: fa giocare l'avversario fino alla trequarti per poi rubare palla con Gabi e Mario Suarez, aiutati anche da un Diego a tutto campo, e ripartire. Un dominio che è cominciato al 7' del primo tempo con un capolavoro della sua punta di diamante, che evita l'intervento di Amorebieta e con un sinistro a giro infila all'incrocio dei pali. Prosegue al 34' ancora con Falcao. Mette a sedere due difensori e batte per la seconda volta Irairoz. Termina al 40.' Ci pensa l'ex Juve Diego a chiudere i conti con un diagonale di sinistro. E' anche la grande serata di Diego Simeone, che batte il 'maestro' Marcelo Bielsa e diventa il terzo a vincere Uefa/Europa League prima da giocatore e poi da allenatore dopo Zoff (Juve) e Stevens (Psv e Schalke 04). L'anno scorso Falcao aveva regalato, nell'ultimo atto contro il Braga, la coppa al Porto; ora è toccato all'Athletic Bilbao inchinarsi. Per il colombiano sono 35 gol stagionali: 23 nella Liga e 12 in Europa League (29 gol in 29 uscite). A Madrid è festa, Bilbao piange.
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