Mentre, dopo l'ennesimo pareggio(0-0 a Genoa,il 14°in stagione), continua la lite tra Juventus
e mondo arbitrale gettando altra benzina sul fuoco delle polemiche, il Milan nel silenzio e con
ordinaria amministrazione si gode l'ennesimo successo con una medio-piccola (stavolta la "vittima"
è il Lecce di Serse Cosmi) e tenta la mini fuga.
È la prima volta che i rossoneri possono contare su un vantaggio del genere sulla Juventus.
L'anno scorso, prima di rischiare grosso col Bari, mancò l'allungo. Oggi sembra avere un altro passo.
Con un Ibrahimovic così(19 sigilli in campionato , superato anche Di Natale fermo a quota 18)tutto sembra più facile.
Se Nocerino è, il bomber che non ti aspetti, la talpa che scava la buca e salta fuori all'improvviso, Ibrahimovic è colui
che tutto tesse, nella ragnatela milanista. Fa gol,ispira, e quando c'è bisogno di lui è pronto a mettersi al servizio di
Abbiati anche in area di rigore(contro il Lecce si contano almeno 5 suoi ritorni per svettare nei duelli aerei).
Il "Gulliver" furioso capace con un tacco volante di aprire la strada al vantaggio rossonero,per poi tenere svegli i compagni
che rischiano anche di addormentarsi mettendo la parola fine sulla sfida col Lecce con un petardo sotto la traversa a conclusione di una bella trama, tutta al volo, promossa da Robinho e rifinita da Emanuelson.
Non è un Milan dagli effetti speciali, è bene segnalarlo subito.
Anche in assenza di Cassano e Pato e del resto della compagnia di infortunati di cui avrà bisogno
nelle prossime scadenze colpisce però una disarmante facilità nel trovare il gol. Tra ritorno della
semifinale di coppa Italia a Torino e quarti di finale di Champions league, il duello con la Juve e
la nobiltà europea è solo alle prime battute.


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