Il futuro di Edenlandia non è più così nero. Dopo tante voci
un elemento concreto: il colosso Brainspark (società di “leisure” cioè tempo
libero e divertimento, quotata alla Borsa di Londra) presenta due offerte. La
prima per rilevare il parco giochi Edenlandia e la seconda, invece, per lo zoo.
Il gruppo guidato da Alfredo Villa, quindi, torna ad investire a Napoli.Dalle
voci che trapelano, però, Brainspark propone un prezzo di acquisto notevolmente
più basso rispetto a quanto desiderato del Tribunale partenopeo. Il gruppo è
pronto a investire a patto di ottenere un “congruo” sconto dalla Mostra
d’Oltremare rispetto all’affitto dei terreni (l’area in cui insiste Edenlandia
è di proprietà dell’ente). In cambio di queste “limature” significative,
Brainspark garantisce l’occupazione della quasi totalità dei dipendenti delle
due strutture (circa 90 posti di lavoro) e congrui investimenti per i primi
cinque anni di gestione del parco giochi e dello zoo. Il vero punto
interrogativo nella trattativa, però, è la posizione della Mostra d’Oltremare:
non è chiaro, infatti, se l’ente sia disposto a tagliare il fitto dei terreni
su cui insistono Edenlandia e lo zoo. Un ruolo, in questa situazione, potrebbe
essere giocato dal Comune di Napoli che potrebbe esercitare pressione per
tagliare il costo. A questo punto la gestione provvisoria (prorogata fino al
prossimo 10 gennaio) ha due possibilità da poter valutare: il varo di un nuovo
bando per individuare un investitore internazionale o intraprendere la strada
per iniziare una trattativa privata per vendere Edenlandia.La seconda ipotesi
sarebbe quella più plausibile in questo momento. Il Tribunale fallimentare,
infatti, potrebbe instaurare una “procedura competitiva” o meglio una vera e
propria asta tra i diversi soggetti interessati all’investimento e, tra questi,
scegliere il miglior piano possibile per la conservazione e sviluppo di
Edenlandia. L’offerta del colosso inglese sarà valutata (anche se di queste si
parla più di “sondaggi preventivi” che di vere “offerte formalizzate”). A
questo punto il futuro di Edenlandia è nelle mani della curatela e del
Tribunale di Napoli.
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giovedì 29 novembre 2012
Edenlandia : Si intravede uno spiraglio di luce
Il futuro di Edenlandia non è più così nero. Dopo tante voci
un elemento concreto: il colosso Brainspark (società di “leisure” cioè tempo
libero e divertimento, quotata alla Borsa di Londra) presenta due offerte. La
prima per rilevare il parco giochi Edenlandia e la seconda, invece, per lo zoo.
Il gruppo guidato da Alfredo Villa, quindi, torna ad investire a Napoli.Dalle
voci che trapelano, però, Brainspark propone un prezzo di acquisto notevolmente
più basso rispetto a quanto desiderato del Tribunale partenopeo. Il gruppo è
pronto a investire a patto di ottenere un “congruo” sconto dalla Mostra
d’Oltremare rispetto all’affitto dei terreni (l’area in cui insiste Edenlandia
è di proprietà dell’ente). In cambio di queste “limature” significative,
Brainspark garantisce l’occupazione della quasi totalità dei dipendenti delle
due strutture (circa 90 posti di lavoro) e congrui investimenti per i primi
cinque anni di gestione del parco giochi e dello zoo. Il vero punto
interrogativo nella trattativa, però, è la posizione della Mostra d’Oltremare:
non è chiaro, infatti, se l’ente sia disposto a tagliare il fitto dei terreni
su cui insistono Edenlandia e lo zoo. Un ruolo, in questa situazione, potrebbe
essere giocato dal Comune di Napoli che potrebbe esercitare pressione per
tagliare il costo. A questo punto la gestione provvisoria (prorogata fino al
prossimo 10 gennaio) ha due possibilità da poter valutare: il varo di un nuovo
bando per individuare un investitore internazionale o intraprendere la strada
per iniziare una trattativa privata per vendere Edenlandia.La seconda ipotesi
sarebbe quella più plausibile in questo momento. Il Tribunale fallimentare,
infatti, potrebbe instaurare una “procedura competitiva” o meglio una vera e
propria asta tra i diversi soggetti interessati all’investimento e, tra questi,
scegliere il miglior piano possibile per la conservazione e sviluppo di
Edenlandia. L’offerta del colosso inglese sarà valutata (anche se di queste si
parla più di “sondaggi preventivi” che di vere “offerte formalizzate”). A
questo punto il futuro di Edenlandia è nelle mani della curatela e del
Tribunale di Napoli.
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