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lunedì 9 gennaio 2012

Messi : l'oro del Calcio.

Lionel Messi come Michel Platini. Ha vinto il terzo Pallone d'Oro tre volte di seguito.
Centosessantanove centimetri di tecnica purissima, un dominio assoluto del pallone
Il fantasista argentino del Barcellona ha battuto il compagno di squadra Xavi e Cristiano Ronaldo del Real Madrid.

STORIA DI UN  CAMPIONE
L'attaccante nato a Rosario arriva  a soli 13 anni, nelle giovanili del Barcellona .
Il club catalano lo sottopone alle cure necessarie per guarirlo da una malattia ormonale.
Lui ripaga la fiducia con un crescendo impressionante segnando il suo primo gol a soli 17 anni.

Con i blaugrana Messi fino ad ora ha giocato in campionato 192 partite, segnando 136 reti.
Ha vinto cinque volte la Liga, altrettante Supercoppe di Spagna, tre Champions League
(dove ha realizzato 43 reti in 62 presenze), due Supercoppe Uefa e due Mondiali per club.
È stato nominato Fifa World Player nel 2009. Con la Nazionale argentina ha messo a segno
 19 gol in 67 partite. Nel 2007 ha creato una fondazione benefica che porta il suo nome e si occupa
di fornire cure ai bambini indigenti.

 I RINGRAZIAMENTI

"E' un piacere enorme vincere il terzo Pallone d'Oro".
"E' un onore grandissimo ringrazio e divido questo premio con le persone che mi hanno votato, i compagni, i giocatori e i tecnici. Ringrazio i miei compagni al Barcellona e della nazionale argentina, senza di loro non avrei mai ottenuto questo premio, tantomeno quelli precedenti".Queste  le parole di Messi che con grande umiltà conclude dicendo :
"Divido questo premio con Xavi, è la quarta volta che siamo in lizza" ."Anche tu meriti questo premio, è un piacere giocare
insieme a te".

LE ALTRE PREMIAZIONI

Pep Guardiola (Barcellona) è, invece, il miglior allenatore del 2011.
Guardiola ha avuto la meglio sullo scozzese Alex Ferguson (Manchester United) e sul portoghese Josè Mourinho (Real Madrid).
La dedica speciale del mister al suo vice Tito Vilanova (recentemente operato per un tumore alla ghiandola salivare)

Ferguson, invece, è stato premiato con il premio alla carriera (Presidential Award).
25 gli anni del mister  sulla panchina del Manchester United .
"Sono stato un allenatore molto, molto fortunato", il commento.

Neymar si è aggiudicato il Puskas Award 2011, premio al gol più bello dell'anno, con la rete realizzata con il suo Santos contro il Flamengo. L'attaccante brasiliano ha battuto la concorrenza di Wayne Rooney (rovesciata in Manchester United-Manchester City) e Lionel Messi (pallonetto contro l'Arsenal in champion League )

La squadra migliore del 2011 (4-3-3) è composta da: Casillas; Dani Alves, Piqué, Vidic, Sergio Ramos; Xavi, Xabi Alonso, Iniesta; Cristiano Ronaldo, Messi, Rooney.

Il Fifa Pallone d'Oro femminile è andato all'attaccante Homare Sawa (Giappone), che ha preceduto la brasiliana Marta Vieira da Silva, vincitrice dal 2006 al 2010 e Wambach Abby (Usa)

Le grandi chiamano. Il Napoli risponde

Tutto facile per il Napoli nel posticipo della 17.ma giornata di serie A.
I partenopei battono in trasferta il Palermo di Mutti  1-3.
Gli umoni di Mazzarri così cambiano gli almanacchi del pallone
sfatando il tabù Palermo  che vedeva l'ultima vittoria azzurra nella città
siciliana datata 1969.

Il Napoli, sotto gli occhi del nuovo arrivato Vargas, risale la corrente
come il migliore dei salmoni .
I punti di distacco dalla zona Champions erano otto e tali
sono rimasti perchè lì davanti - eccetto la Lazio- hanno vinto tutti
ma il messaggio che i partenopei mandano è forte.

La ciurma Mazzarri vuole stare bene in campana per cambiare
la tendenza e per tornare a tallonare le grandi o, quantomeno,
per bussare alle porte della parte alta della classifica.

LA PARTITA

I partenopei si fanno divorare, a inizio gara, dalla fresca vena dei padroni di casa che sono più frizznati e mettono in crisi la difesa avversaria grazie a una maggiore velocità. Dopo appena due giri di lancetta, infatti, è già Budan a firmare la prima azione da gol dei rosanero.

Il Napoli, però, si desta dopo 9 minuti con Cavani che tenta lo show personale di testa per ben tre volte di fila.
Solo nell’ultima delle capocciate, tuttavia, rischia seriamente il gol dell’ex al Barbera.
La gara si fa interessante e il neo acquisto Vazquez si mangia la rete del vantaggio cercando una finezza di troppo col sinistro. Vantaggio che poi arriva puntale per il Napoli con un gol di Pandev (bello il controllo) che ricorda quello messo a segno contro la Juventus.

Riparte il match con Mutti che fa subito fuori Vazquez facendo entrare Alvarez e cambia anche Della Rocca con Acquah, ma nemmeno il tempo di fischiare ed ecco che Pandev spaventa Benussi con tiro preciso pur se poco potente.
È il lampo che preannuncia la tempesta per i siciliani. Infatti, con un gol di quelli che definire belli è poco, Cavani fa sciogliere il Barbera con un destro a girare che strappa applausi da tutto lo stadio. ( i tifosi che lo avevano fischiato lo applaudono)
Il Napoli ha il controllo completo della partita e al 15’ marca anche il terzo gol con Hamsik.
Palermo, a questo punto, senza più respiro e costretto a recitare la parte dello spettatore non pagante visto che gli spettatori, quelli veri, lasciano le gradinate ancora a partita in corso.
Insomma, dopo la prima mezz’ora di gioco c’è stata quasi partita tra le due squadre. Con il Napoli che ha messo al sicuro il risultato e ha lasciato il Palermo in balia di se stesso, povero di idee e senza manco la grinta giusta. Il gol della bandiera di Miccoli è tardivo e quasi inutile.

Buona la prima . Il Milan mantiene la vetta

Comincia con una faticosissima vittoria il 2012 del Milan.
La formazione rossonera passa 2-0 a Bergamo contro una buonissima Atalanta .
Contro l'Atalanta i campioni d'Italia vincono di forza e grazie alle magie del solito Ibra.

I rossoneri non sono brillanti, soffrono per quasi tutta la gara, la mettono in discesa con
un rigore generoso trasformato dallo svedese, tengono e chiudono i conti solo quando
l'undici di Colantuono è tutto là davanti alla ricerca del pareggio.
Non rubano nulla, sia chiaro, portando a casa una partita partita con
esperienza e sangue freddo, senza mai entusiasmare. Vincono e basta.

Il primo Milan del 2012 deve fare i conti con gambe che non girano e qualche assente di troppo.
Si aggrappa a Ibra, che sposta gli equilibri ogni volta che tocca palla, a una difesa che alla fine
non concede mai molto e  limita al minimo i danni  grazie al solito monumentale Thiago Silva.

Il Milan, comunque fa quel che deve fare, mantiene la vetta della classifica in coabitazione
con la Juventus e lascia i cugini  interisti con l'ansia di rimonta a meno otto.
Nei prossimi sette giorni il derby si scalderà giorno dopo giorno tra campo e mercato ( vedi Tevez).
La serata del Meazza potrebbe essere già decisiva. Per l'Inter, certo, ma anche per Ibra e compagni.
La Juve guarderà e basta. Stando però molto attenta a certi segnali che, sulla strada dello scudetto,
segnano il passo tra vittoria e sconfitta.



giovedì 5 gennaio 2012

Il ruggito delle leonesse . Schiavone - Pennetta in semifinale

Nottata ricca di emozioni quella trascorsa pochi giorni fa per le rappresentati
azzurre, impegnate dall’altra parte del globo nella prima settimana della stagione.
Sul cemento azzurro di Brisbane, Francesca Schiavone torna a ruggire,  lottando quasi
3 ore contro la serba Jelena Jankovic, a cui annulla due palle match prima di staccare
il pass per le semifinali  con il punteggio di 5-7 7-6 6-3. Quarti di finale molto più
agevoli per Flavia Pennetta ad Auckland, dove lascia le briciole ad Elena Vesnina, travolta
6-2 6-1. Si ferma invece il cammino di Sara Errani, stoppata dall’esperta Svetlana Kuznestova
per 6-4 6-3.

IL RUGGITO DI FRANCESCA

Un match da leonessa in puro stile Schiavone.
Cuore e carattere da vendere, trascinano l’azzurra verso
un successo quasi insperato contro Jelena Jankovic a cui restano solo i rimpianti.
La serba, pecca troppo spesso di cinismo, soprattutto nel secondo set, in cui fallisce due palle match.

La grande difesa di Francesca mette in crisi le certezze della Jankovic,
che perde ancora il servizio, lasciando a Francesca l’opportunita di riscattarsi.
La Schiavone sembra esaltarsi nelle difficoltà, e dopo il “consueto” avvio serbo,
cambia marcia in maniera decisiva.
L’irriducibile controffensiva azzurra è devastante, concretizzandosi con un parziale
di 5 giochi consecutivi della Schiavone, che al 3° match point mette fine al confronto per 6-3.

INARRESTABILE FLAVIA

Gioie anche da Auckland, sede del secondo evento WTA della settimana.
Un posto in semifinale anche per l’altra regina del tennis italiano: Flavia Pennetta.
La brindisina torna tra le prime quattro nel torneo neozelandese superando senza affanni
la russa Elena Vesnina, n.57 del mondo, con un secco 6-2 6-1.

L’equilibrio ristagna solo in avvio di primo set.
Successivamente la brindisina rompe gli indugi, dominando su tutta la linea.
Anche il secondo parziale diventa  una formalità, e dopo poco più di un’ora
il match si conclude con il punteggio di 6-2 6-1.
Per lei adesso sfida dal retrogusto amaro contro la tedesca Angelique Kerber,
che lo scorso settembre le tolse la grande occasione di accedere in semifinale agli Us Open.

IL VIDEO DEL MATCH DELLA SCHIAVONE

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=x1PzS_L1h4k