Steven Gerrard ha scelto le colonne del Liverpool Echo per un ultimo saluto ai tifosi:
"A tutti i miei tifosi,
Dire addio non è stato facile. Il Liverpool è stato parte della mia vita da quando avevo 8 anni e so che mi mancherà tantissimo. L’ultimo match ad Anfield contro il Crystal Palace e la gara contro lo Stoke City sono stati momenti indimenticabili, dal punto di vista delle emozioni, per me e per la mia famiglia. E’ stato un assoluto privilegio poter rappresentare questo club per così tanto tempo. Quando ero un bambino, giocando a pallone dalle parti di Ironside Road a Huyton, l’unica cosa che sognavo era vestire la maglia del Liverpool. Sognavo di indossarla almeno una volta e non avrei mai pensato di farlo per 710 volte in 17 anni.Sono immensamente orgoglioso. Ho amato ogni minuto in cui ho giocato per i migliori tifosi del mondo. E’ stato un viaggio fantastico. Ci sono stati momenti alti e bassi, ma nonostante tutto voi mi avete sempre supportato e non lo dimenticherò mai. Il più alto, ovviamente, è stato a Istanbul 10 anni fa. La miglior serata della mia vita. Quando ho alzato al cielo la Champions non c’era uomo più orgoglioso di me sul pianeta. E voi ci avete dato una mano nella rimonta sul Milan. Non dimenticherò mai come ci aiutaste dopo quel primo tempo da incubo.
Liverpool è la mia casa e amo questa città, ma credo che sia il momento giusto per un nuovo capitolo. E’ per questo che mi trasferisco negli Stati Uniti. Voglio continuare a giocare ogni settimana nell’ultima parte della mia carriera e non vedo l’ora di cominciare questa nuova avventura con i Los Angeles Galaxy. Sarò via un paio d’anni, ma questa non è la fine del mio rapporto con il Liverpool. Sono tifoso da una vita e sempre lo sarò. Spero di aver l’opportunità di tornare in futuro e collaborare di nuovo con il club, sento di poter dare il mio contributo. Ma oggi è il momento di ripercorrere questi 17 anni, guardarsi indietro e dire grazie ai tifosi per il magnifico supporto che mi avete dato negli ultimi due decenni. Mi avete aiutato a realizzare i miei sogni e regalato ricordi che non baratterei con nulla."
Grazie.
Intanto sul suo profilo twitter, l'ex capitano del Liverpool pubblica le prime immagini della piccola Lourdes in tenuta Galaxy (foto in basso):
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giovedì 28 maggio 2015
sabato 16 maggio 2015
Gerrard: è il giorno dell'addio. Anfield omaggia il suo capitano.
Una storia unica, una storia che purtroppo non può essere ripetuta nelle nostre vite. Racconta della realizzazione di un sogno di un bambino che inseguiva un pallone e si trasforma nella realizzazione di un uomo che diventa simbolo. I numeri raccontano metà della storia, l'amore dei tifosi dice il resto. Tanti hanno sognato; il sogno, Gerrard, lo ha vissuto. Con queste parole il Liverpool ha voluto omaggiare il suo capitano di sempre con la speranza, già nata nei tifosi, che si tratti solo di un arrivederci e non di un definitivo addio.
venerdì 15 maggio 2015
Liverpool: Anfield pronta a dire addio al suo capitano di sempre.
Steven Gerrard pronto a lasciare il suo Liverpool tra sentimenti ed emozioni che non passeranno mai. Tutto pronto per un sabato d'addio indimenticabile:
"Sono stato semplicemente un tifoso del Liverpool con la divisa dei Reds addosso, i cui sogni sono diventati realtà sul campo - ha dichiarato in una lunga intervista esclusiva a Bleacher Report - Tanti momenti che ho vissuto sono quelli che ho sempre sognato, e sono diventati realtà: crescevo guardando filmati dei giocatori del Liverpool diventati eroi, momenti che hanno cambiato le loro carriere. Proprio per questo, quando sei un giocatore del Liverpool, c'è tanta pressione sulle tue spalle: Inizialmente ero molto tranquillo, molto timido, rispettoso nei confronti dello staff. Cercavo sempre di prendere ogni singolo vantaggio ed occasione per cercare di impressionare lo staff degli allenatori. Ho amato quei giorni: ero in un gruppo di giovani ragazzi, con i quali sono cresciuto e ho condiviso tanto. Mi sento orgoglioso di aver aggiunto ancora più storia a questa grande società. Se mi avessero detto, quando ero bambino, che avrei contribuito alla storia di questo club, sarebbe stato tutto ciò che avrei voluto. Ma ora è arrivato il momento che lo faccia qualcun altro.Non credo di dover nulla al club, nè che il club debba nulla a me: abbiamo sognato e realizzato sogni insieme.Anche quando andrò negli USA, seguirò le partite dei Reds - conclude - ci saranno ancora tanti amici e familiari che andranno a vedere le partite del Liverpool, e ne parleremo ancora. Sono curioso di vedere come andrà la squadra nei prossimi anni, e nel frattempo lavorerò su aspetti che potranno magari aiutarmi in un certo ruolo se un giorno tornerò a Liverpool".
"Sono stato semplicemente un tifoso del Liverpool con la divisa dei Reds addosso, i cui sogni sono diventati realtà sul campo - ha dichiarato in una lunga intervista esclusiva a Bleacher Report - Tanti momenti che ho vissuto sono quelli che ho sempre sognato, e sono diventati realtà: crescevo guardando filmati dei giocatori del Liverpool diventati eroi, momenti che hanno cambiato le loro carriere. Proprio per questo, quando sei un giocatore del Liverpool, c'è tanta pressione sulle tue spalle: Inizialmente ero molto tranquillo, molto timido, rispettoso nei confronti dello staff. Cercavo sempre di prendere ogni singolo vantaggio ed occasione per cercare di impressionare lo staff degli allenatori. Ho amato quei giorni: ero in un gruppo di giovani ragazzi, con i quali sono cresciuto e ho condiviso tanto. Mi sento orgoglioso di aver aggiunto ancora più storia a questa grande società. Se mi avessero detto, quando ero bambino, che avrei contribuito alla storia di questo club, sarebbe stato tutto ciò che avrei voluto. Ma ora è arrivato il momento che lo faccia qualcun altro.Non credo di dover nulla al club, nè che il club debba nulla a me: abbiamo sognato e realizzato sogni insieme.Anche quando andrò negli USA, seguirò le partite dei Reds - conclude - ci saranno ancora tanti amici e familiari che andranno a vedere le partite del Liverpool, e ne parleremo ancora. Sono curioso di vedere come andrà la squadra nei prossimi anni, e nel frattempo lavorerò su aspetti che potranno magari aiutarmi in un certo ruolo se un giorno tornerò a Liverpool".
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