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lunedì 1 giugno 2015

Mihajlovic addio ai tifosi. Futuro incerto.

Si consuma con una lunga lettera aperta al popolo blucerchiato il lungo addio di Sinisa Mihajlovic alla Sampdoria: 

"Cari tifosi blucerchiati, è arrivato per me il momento più difficile, quello dei saluti. Queste sono le mie ultime parole da tecnico della Sampdoria. Si chiude qui la mia avventura. E voglio approfittare di questo spazio per salutare tutti, fare un bilancio e spiegare le ragioni della mia decisione di lasciare. Il 21 novembre del 2013, presi la squadra in una situazione molto difficile, in coda alla classifica, sfiduciata, in crisi di gioco e risultati. La lascio ora settima, dopo essere stata anche terza alla fine del girone d’andata. Se andrà anche in Europa League non lo so. Dipenderà da carte bollate, ma io sono un uomo di campo, e come tale faccio i complimenti a chi è arrivato prima di noi, a partire dal Genoa. Anche se ritengo per il campionato svolto che la Samp possa essere una degna rappresentante dell’Italia in Europa. Ma, al di là della posizione in classifica, sono orgoglioso di altro: di lasciare una squadra che oggi è sicura di sé, coraggiosa, capace di affrontare a testa alta ogni avversario. Lascio un gruppo di bravi ragazzi e bravi calciatori che in questo biennio sono cresciuti molto: cinque di loro sono stati anche convocati nella Nazionale maggiore. Chi verrà dopo di me troverà una squadra che ha cultura del lavoro, che sa cosa significa impegno, professionalità, fatica e dare il massimo negli allenamenti e in partita. Non ho mai dimenticato che la Samp mi aiutò in un momento difficile della mia carriera di giovane calciatore. Quando in difficoltà c’è stato il club non ho potuto dire di no. Ora però la Samp sta bene e io credo di aver saldato il mio “debito” morale. Dissi che noi non avremmo fatto come i perdenti che trovano sempre una scusa, ma come i vincenti avremmo trovato una strada. E anche qui la promessa è stata mantenuta. Non ci siamo mai lamentati, e abbiamo imboccato la strada per crescere in classifica e come gruppo. E allora oggi come un cerchio che si chiude mi piacerebbe citare nuovamente Kennedy: 'Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona'. Ecco, io ho usato ogni minuto a disposizione come strumento per migliorare la Samp e migliorarmi. La mia testa e il mio cuore mi dicono che è giusto interrompere qui. Non c’è tristezza in me. Non bisogna piangere perché è finita ma sorridere perché è successo. E io vado via con un grande sorriso perché mi ritengo doppiamente fortunato per aver giocato nella Sampdoria e poi averla allenata. Voglio abbracciare idealmente tutti i tifosi: grazie per la fiducia, l’affetto e il sostegno che mi avete dato. Grazie ai miei presidenti. A Garrone che mi ha voluto qui e mi ha sempre sostenuto con eleganza e sobrietà. E grazie a Ferrero che ha provato più volte con affetto a trattenermi. E grazie infine alla città di Genova, che ancora una volta mi ha accolto come se fossi nato qui. Genova resterà sempre un po’ casa mia. Spero oggi di essermi meritato una piccola citazione anche tra i tecnici importanti di questo club.  In bocca a lupo, arrivederci a tutti e sempre forza Samp!". 

Firmato: Sinisa Mihajlovic.

giovedì 28 maggio 2015

Gerrard : Lettera di addio ai tifosi prima dell'addio.

Steven Gerrard ha scelto le colonne del Liverpool Echo per un ultimo saluto ai tifosi:

"A tutti i miei tifosi,

Dire addio non è stato facile. Il Liverpool è stato parte della mia vita da quando avevo 8 anni e so che mi mancherà tantissimo. L’ultimo match ad Anfield contro il Crystal Palace e la gara contro lo Stoke City sono stati momenti indimenticabili, dal punto di vista delle emozioni, per me e per la mia famiglia. E’ stato un assoluto privilegio poter rappresentare questo club per così tanto tempo. Quando ero un bambino, giocando a pallone dalle parti di Ironside Road a Huyton, l’unica cosa che sognavo era vestire la maglia del Liverpool. Sognavo di indossarla almeno una volta e non avrei mai pensato di farlo per 710 volte in 17 anni.Sono immensamente orgoglioso. Ho amato ogni minuto in cui ho giocato per i migliori tifosi del mondo. E’ stato un viaggio fantastico. Ci sono stati momenti alti e bassi, ma nonostante tutto voi mi avete sempre supportato e non lo dimenticherò mai. Il più alto, ovviamente, è stato a Istanbul 10 anni fa. La miglior serata della mia vita. Quando ho alzato al cielo la Champions non c’era uomo più orgoglioso di me sul pianeta. E voi ci avete dato una mano nella rimonta sul Milan. Non dimenticherò mai come ci aiutaste dopo quel primo tempo da incubo.
Liverpool è la mia casa e amo questa città, ma credo che sia il momento giusto per un nuovo capitolo. E’ per questo che mi trasferisco negli Stati Uniti. Voglio continuare a giocare ogni settimana nell’ultima parte della mia carriera e non vedo l’ora di cominciare questa nuova avventura con i Los Angeles Galaxy. Sarò via un paio d’anni, ma questa non è la fine del mio rapporto con il Liverpool. Sono tifoso da una vita e sempre lo sarò. Spero di aver l’opportunità di tornare in futuro e collaborare di nuovo con il club, sento di poter dare il mio contributo. Ma oggi è il momento di ripercorrere questi 17 anni, guardarsi indietro e dire grazie ai tifosi per il magnifico supporto che mi avete dato negli ultimi due decenni. Mi avete aiutato a realizzare i miei sogni e regalato ricordi che non baratterei con nulla."

Grazie.

Intanto sul suo profilo twitter, l'ex capitano del Liverpool pubblica le prime immagini della piccola Lourdes in tenuta Galaxy (foto in basso):