Il sogno è finito. Il Napoli torna sulla terra.
Gli azzurri arrivati allo Stamford Bridge forti del 3-1 del San Paolo
non sono riusciti a difendere il vantaggio : finisce 4-1 per gli inglesi
del Chelsea dopo una lunga battaglia prottatasi fino ai tempi supplementari.
Che questa sfida in terra inglese fosse dura, lo si immaginava.
Il Napoli non è mai stato in balia del Chelsea, ha affrontato
gli uomini di Di Matteo a viso aperto , non lasciandosi mai intimidire
dal pubblico avversario scatenato, affacciato proprio lì sul campo.
Gli azzurri non sono mai andati in clamorosa difficoltà nemmeno
nel temutissimo avvio di partita , quando al contrario hanno avuto
più di un' opportunità per segnare e dare un indirizzo diverso alla gara.
Poi, però , è arrivata la doppia doccia gelata con il gol di Drogba, prima, e
con il raddoppio di Terry , poi.
Ancora una volta ,però, come la più grande delle squadre, il Napoli si è leccato le ferite e
spinto dai tifosi e dall' orgoglio ha saputo trovare la forza per rialzarsi e rimettersi in
carreggiata riacciuffando la qualificazione con una magia di Inler.
Il sogno però finisce per gli azzurri all' ultimo minuto del primo tempo supplementare
quando Ivanovic(dopo il gol del 3 -1 di Lampard che aveva prolungato la gara fino ai supplementari),
troppo solo in area , trova la girata vincente e il gol qualificazione.
Nonostante qualche errore di troppo un applauso va fatto comunque agli azzurri
che hanno reso fiera un intera città.
Gli uomini di Mazzarri non si fermano a Londra , ma da Londra ripartono.
Infine non ci resta che dire grazie a dei ragazzi eccezionali , ad un allenatore
eccezionale , grandissimo motivatore, ad un presidente appassionato ed intelligente ed ad un
pubblico senza eguali .
Che Champions sarebbe l'anno prossimo senza di te Napoli !!!
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giovedì 15 marzo 2012
lunedì 12 marzo 2012
Il Milan accelera. Juve ferma al palo
Mentre, dopo l'ennesimo pareggio(0-0 a Genoa,il 14°in stagione), continua la lite tra Juventus
e mondo arbitrale gettando altra benzina sul fuoco delle polemiche, il Milan nel silenzio e con
ordinaria amministrazione si gode l'ennesimo successo con una medio-piccola (stavolta la "vittima"
è il Lecce di Serse Cosmi) e tenta la mini fuga.
È la prima volta che i rossoneri possono contare su un vantaggio del genere sulla Juventus.
L'anno scorso, prima di rischiare grosso col Bari, mancò l'allungo. Oggi sembra avere un altro passo.
Con un Ibrahimovic così(19 sigilli in campionato , superato anche Di Natale fermo a quota 18)tutto sembra più facile.
Se Nocerino è, il bomber che non ti aspetti, la talpa che scava la buca e salta fuori all'improvviso, Ibrahimovic è colui
che tutto tesse, nella ragnatela milanista. Fa gol,ispira, e quando c'è bisogno di lui è pronto a mettersi al servizio di
Abbiati anche in area di rigore(contro il Lecce si contano almeno 5 suoi ritorni per svettare nei duelli aerei).
Il "Gulliver" furioso capace con un tacco volante di aprire la strada al vantaggio rossonero,per poi tenere svegli i compagni
che rischiano anche di addormentarsi mettendo la parola fine sulla sfida col Lecce con un petardo sotto la traversa a conclusione di una bella trama, tutta al volo, promossa da Robinho e rifinita da Emanuelson.
Non è un Milan dagli effetti speciali, è bene segnalarlo subito.
Anche in assenza di Cassano e Pato e del resto della compagnia di infortunati di cui avrà bisogno
nelle prossime scadenze colpisce però una disarmante facilità nel trovare il gol. Tra ritorno della
semifinale di coppa Italia a Torino e quarti di finale di Champions league, il duello con la Juve e
la nobiltà europea è solo alle prime battute.
e mondo arbitrale gettando altra benzina sul fuoco delle polemiche, il Milan nel silenzio e con
ordinaria amministrazione si gode l'ennesimo successo con una medio-piccola (stavolta la "vittima"
è il Lecce di Serse Cosmi) e tenta la mini fuga.
È la prima volta che i rossoneri possono contare su un vantaggio del genere sulla Juventus.
L'anno scorso, prima di rischiare grosso col Bari, mancò l'allungo. Oggi sembra avere un altro passo.
Con un Ibrahimovic così(19 sigilli in campionato , superato anche Di Natale fermo a quota 18)tutto sembra più facile.
Se Nocerino è, il bomber che non ti aspetti, la talpa che scava la buca e salta fuori all'improvviso, Ibrahimovic è colui
che tutto tesse, nella ragnatela milanista. Fa gol,ispira, e quando c'è bisogno di lui è pronto a mettersi al servizio di
Abbiati anche in area di rigore(contro il Lecce si contano almeno 5 suoi ritorni per svettare nei duelli aerei).
Il "Gulliver" furioso capace con un tacco volante di aprire la strada al vantaggio rossonero,per poi tenere svegli i compagni
che rischiano anche di addormentarsi mettendo la parola fine sulla sfida col Lecce con un petardo sotto la traversa a conclusione di una bella trama, tutta al volo, promossa da Robinho e rifinita da Emanuelson.
Non è un Milan dagli effetti speciali, è bene segnalarlo subito.
Anche in assenza di Cassano e Pato e del resto della compagnia di infortunati di cui avrà bisogno
nelle prossime scadenze colpisce però una disarmante facilità nel trovare il gol. Tra ritorno della
semifinale di coppa Italia a Torino e quarti di finale di Champions league, il duello con la Juve e
la nobiltà europea è solo alle prime battute.
giovedì 8 marzo 2012
Sottomessi a te !!
Lionel Messi sempre più protagonista del calcio internazionale.
La "pulce" argentina, che pochi mesi fa ha vinto il suo terzo Pallone d'oro consecutivo,
eguagliando Michel Platini, è stato ieri sera, in Barcellona-Bayer Leverkusen 7-1, il
primo calciatore a segnare una cinquina(dai gironi in poi) nella moderna Champions League.
Nella vecchia Coppa dei Campioni sono stati dieci i calciatori a fare la cosiddetta
'manita': tra questi, unico di un club italiano, Josè Altafini nella gara del 12 settembre 1962,
Milan-Union Lussemburgo finita 8-0 per i rossoneri. Messi di fatto ha migliorato il suo stesso
record superando il poker rifilato all'Arsenal il 6 aprile 2010 in Barcellona-Arsenal finita 4-1 per
i blaugrana .
Fin dal quel lontano maggio 2005, giorno in cui del suo primo gol ufficiale con la maglia
del Barcellona, si spreacno gli aggettivi per definire Lionel Messi. Sette anni e 227 reti
dopo in Spagna hanno dovuto scomodare la figura di Dio per definere il fuoriclasse argentino.
In Spagna il titolo che campeggia su tutti i principali quotidiani sportivi iberici è "La Manita de Dios".
Paragone che rende giustizia all'alieno di casa Barcellona e che riapre un dilemma a cui dar risposta sembra
essere impossibile: meglio Messi o Maradona? C'è chi ancora vota il Pibe de Oro per il Mondiale vinto, praticamente
da solo, a Messico 86, mentre la nuova generazione di calciatori non ha dubbi e dice Messi.
Ma paragone a parte la cinquina rifilata al Bayer Leverkusen in Champions League ha messo, se mai ce ne fosse bisogno, il punto esclamativo sull'immensità dell'alieno del Barca .
La "pulce" argentina, che pochi mesi fa ha vinto il suo terzo Pallone d'oro consecutivo,
eguagliando Michel Platini, è stato ieri sera, in Barcellona-Bayer Leverkusen 7-1, il
primo calciatore a segnare una cinquina(dai gironi in poi) nella moderna Champions League.
Nella vecchia Coppa dei Campioni sono stati dieci i calciatori a fare la cosiddetta
'manita': tra questi, unico di un club italiano, Josè Altafini nella gara del 12 settembre 1962,
Milan-Union Lussemburgo finita 8-0 per i rossoneri. Messi di fatto ha migliorato il suo stesso
record superando il poker rifilato all'Arsenal il 6 aprile 2010 in Barcellona-Arsenal finita 4-1 per
i blaugrana .
Fin dal quel lontano maggio 2005, giorno in cui del suo primo gol ufficiale con la maglia
del Barcellona, si spreacno gli aggettivi per definire Lionel Messi. Sette anni e 227 reti
dopo in Spagna hanno dovuto scomodare la figura di Dio per definere il fuoriclasse argentino.
In Spagna il titolo che campeggia su tutti i principali quotidiani sportivi iberici è "La Manita de Dios".
Paragone che rende giustizia all'alieno di casa Barcellona e che riapre un dilemma a cui dar risposta sembra
essere impossibile: meglio Messi o Maradona? C'è chi ancora vota il Pibe de Oro per il Mondiale vinto, praticamente
da solo, a Messico 86, mentre la nuova generazione di calciatori non ha dubbi e dice Messi.
Ma paragone a parte la cinquina rifilata al Bayer Leverkusen in Champions League ha messo, se mai ce ne fosse bisogno, il punto esclamativo sull'immensità dell'alieno del Barca .
La favola più bella : Apoel ai quarti.
Certe volte, i sogni durano a lungo e non sai mai quando, come e se finiranno.
Continua l'incredibile favola dell'Apoel che elimina il Lione dopo i calci di
rigore e vola ai quarti di finale di Champions League.
Un'avventura iniziata il 13 luglio a Coriza (Albania), contro il Skënderbeu, nell'andata del secondo turno
di qualificazione; un'avventura che continua otto mesi più tardi grazie all'anima profonda di un gruppo che
non si pone più alcun limite.
"Una volta Davide sconfisse Golia, quindi potere immaginare come si senta oggi un tifoso dell'Apoel per questa serie di vittorie contro Golia negli ultimi sei mesi", ha commentato il sindaco di Nicosia, Constantinos Yiorgajis.
Un miracolo quello dell’Apoel Nicosia sull' Olympique Lione che diventa uno degli esempi dimostrante
come l'umiltà di una squadra che sopravvive con un budget annuale di poco superiore agli 8
milioni di euro, senza l'equivalente prestigio e il potere delle grandi d'Europa possa trionfare
ai danni di un colosso quale l’OL facendo ricredere quanti ormai sostengono, nell’odierno calcio globalizzato,
tutto sia scontato e che non vi sia più spazio per i miracoli.
Nella capitale di Cipro, forse, per una notte greci e turchi sono diventati la stessa cosa.
Miracoli del calcio che regala favole sempre più belle.
Continua l'incredibile favola dell'Apoel che elimina il Lione dopo i calci di
rigore e vola ai quarti di finale di Champions League.
Un'avventura iniziata il 13 luglio a Coriza (Albania), contro il Skënderbeu, nell'andata del secondo turno
di qualificazione; un'avventura che continua otto mesi più tardi grazie all'anima profonda di un gruppo che
non si pone più alcun limite.
"Una volta Davide sconfisse Golia, quindi potere immaginare come si senta oggi un tifoso dell'Apoel per questa serie di vittorie contro Golia negli ultimi sei mesi", ha commentato il sindaco di Nicosia, Constantinos Yiorgajis.
Un miracolo quello dell’Apoel Nicosia sull' Olympique Lione che diventa uno degli esempi dimostrante
come l'umiltà di una squadra che sopravvive con un budget annuale di poco superiore agli 8
milioni di euro, senza l'equivalente prestigio e il potere delle grandi d'Europa possa trionfare
ai danni di un colosso quale l’OL facendo ricredere quanti ormai sostengono, nell’odierno calcio globalizzato,
tutto sia scontato e che non vi sia più spazio per i miracoli.
Nella capitale di Cipro, forse, per una notte greci e turchi sono diventati la stessa cosa.
Miracoli del calcio che regala favole sempre più belle.
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