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lunedì 28 dicembre 2015
Il mercato si scalda: Le big incominciano a sognare.
Gennaio è ormai alle porte, così come l'apertura ufficiale della sessione invernale del calciomerato. Frutto di un campionato dove l'equilibrio, mai come ora, la fa da padrone, questo mercato è pronto a regalare sorpese. I sogni sono tanti, le certezze un pò meno, ma non si esclude la possibilità di vedere concretizzato proprio uno di quei sogni. Se sognare dunque è lecito il sogno del Milan ha il nome di Antonio Candreva. Il prezzo del cartellino dell'esterno biacoceleste è fuori portata delle casse rossonere ma un eventuale inserimento nella trattativa del duo El Shaarawy (non felice a Monaco) - Matri (già alla Lazio) potrebbe far gongolare Lotito. Sogna anche la capolista Inter. Con Pirlo, onorato dell'interesse neroazzuro ma lontano, i progetti dell'Inter cosi come quelli dei cugini rossoneri riguardano lo stesso Candreva e il regista biancocelste Lucas Biglia. Difficilmente Lotito si priverà di uno dei due, ancora più difficile è l'idea che possa privarsi di entrambi. D'altro canto nemmeno le altre inseguistrici dell'Inter stanno a guardare. Il Napoli di De Laurentiis ha annunciato due colpi per questa sessione e uno già in cassaforte per la prossima. Uno dei due colpi di questa sessione potrebbe essere Soriano con la riapertura di quella trattativa che era stata interrotta quando tutto sembrava ormai fatto. L'alternativa resta Vecino. Immobile invece potrebbe assumere il ruolo di vice-Higuain ma per ora resta una suggestione. Il sogno della Roma invece si chiama Diego Perotti (seguito anche dal Milan). L'esterno del Genoa ha dimostrato parecchia insofferenza nell'ultimo periodo, con qualche espulsione di troppo. Il ds Sabatini, partito Iturbe, non vuole perdere tempo e mettere a disposizione di Rudi Garcia un degno sostituto. Infine la Juve sogna in grande con un pezzo preligiato come il tedesco Gundogan del Borussia Dortmund, già seguito in estate, anche se la pista più fattibile porta a Banega del Siviglia. Chi realizzerà il suo sogno? Non ci resta che aspettare...
giovedì 17 settembre 2015
Champions League: Florenzi fa il Messi. La Roma stoppa il Barca
Un marziano a Roma. Non si tratta di Messi ma di Alessandro Florenzi. Per una notte i riflettori restano puntati su quel tiro-pallonetto da 56 metri che ha sorpreso Ter-Stegen, colpevolmente troppo fuori dai pali, e si è infilato proprio alle spalle del tedesco.Incredulità ed entusiasmo per un ragazzo che nemmeno è riuscito a capacitarsi di ciò che veramente ha realizzato. Difficilmente questo gol uscirà dal podio di rete più bella di quest'edizione di Champions League. Ma della serata di ieri non va apprezzato solo il gol-capolavoro di Florenzi ma anche l'orgoglio la forza difensiva della Roma. Certo,quando leggi i nomi di gente come Dzeko, Salah, Iturbe, Gervinho, Pjanic, Iago Falque e Totti, pensi a una squadra a trazione anteriore e non ti aspetti che il punto di forza sia la retroguardia. Invece, dietro alla bella prestazione dell'Olimpico c'è un'impresa non da poco: bloccare i blaugrana e impedire a Messi e compagni di dilagare. Tanto per capirci. Nella scorsa edizione della Champions, solo due volte il Barça di Luis Enqrique aveva segnato non più di un gol. Merito quindi a Szczesny e compagni di reparto, ma anche a Garcia, che deve aver imparato la lezione impartitagli dal Bayern lo scorso anno, quando il tecnico francese mandò allo sbaraglio la sua Roma, esponendola a una figuraccia epocale. Nemmeno dodici mesi dopo, però, lo stesso errore non è stato ripetuto e contro un avversario certamente più forte (e privi di un giocatore cardine come Pjanic) si è deciso di giocare coperti, affidandosi alle qualità e al cuore di una squadra che finora aveva basato tutto sul suo talento offensivo. Insomma, un bagno di umiltà che non può far altro che aumentare l'autostima e l'ambizione giallorossa.
INFORTUNI SZCZESNY e RAFINHA Le uniche note stonate della serata sono state per la Roma, l'ifortunio di Szczesny, e per il Barcellona quello di Rafinha. Il portiere polacco, ha subito un infortunio alla mano causato da uno scontro con Luiz Suarez, e dovrà restare fermo dalle 4 alle 6 settimane. Più grave l'infortunio per il giocatore del Barca, causato da uno scontro con Nainggolan. Si tratta infatti della rottura del legamento crociato anteriore. Si parla di sei mesi di stop.
LE SCUSE DI NAINGGOLAN Tempestivamente alla notizia della gravità dell'infortunio sono arrivate le scuse del mediano belga della Roma con tanto di buona fortuna per un veloce rientro in campo.
INFORTUNI SZCZESNY e RAFINHA Le uniche note stonate della serata sono state per la Roma, l'ifortunio di Szczesny, e per il Barcellona quello di Rafinha. Il portiere polacco, ha subito un infortunio alla mano causato da uno scontro con Luiz Suarez, e dovrà restare fermo dalle 4 alle 6 settimane. Più grave l'infortunio per il giocatore del Barca, causato da uno scontro con Nainggolan. Si tratta infatti della rottura del legamento crociato anteriore. Si parla di sei mesi di stop.
LE SCUSE DI NAINGGOLAN Tempestivamente alla notizia della gravità dell'infortunio sono arrivate le scuse del mediano belga della Roma con tanto di buona fortuna per un veloce rientro in campo.
mercoledì 16 settembre 2015
Champions League: La Juve ribalta il City. Crolla anche lo United.
Manchester cade in una notte. Con lei cadono le certezze di un mercato faraonico che dimostra la differenza che passa tra avere campioni sulla carta e esserlo una volta scesi in campo. Prima Sterling, poi Otamendi, sul gong il botto De Bruyne: dalle parti dell'Etihad Stadium non hanno badato a spese. Depay, Schweinsteiger, Darmian, Schneiderlin e l'investimento per Martial, l'Under 20 più costoso di sempre, i colpi con cui lo United ha risposto ai cugini. 350 milioni spesi in due. Cifre che hanno regalato un avvio in campionato esemplare ma, che non sono bastate a regalare i primi tre punti all'esordio nella massima competizione continentale. Anzi, ecco un doppio ko, per mano, rispettivamente, di Juventus e Psv, che fa davvero male. I sogni di gloria del City si sono infranti contro il muro Buffon. A nulla è servito l'ingresso di Otamendi e De Bruyne, entrati sono per assistere in prima persona alla rimonta Juve targata Manzdukic-Morata. Illusione di gloria che ha coinvolto anche i cugini dello United, prima in vantaggio grazie al gol di Depay, poi rimontati dagli acuti di Hector Moreno e Narsingh. Dopo la finale dell'anno scorso, anche se per una notte, l'Italia e la Juve tornano a ruggire dando l'ennesima lezione ai paperoni del calcio.
GLI ALTRI MATCH Siviglia vs Borussia Monchengladbach 3-0; Psg vs Malmo 2-0; Real Madrid vs Shakhtar 4-0; Wolfsburg vs Cska 1-0; Benfica vs Astana 2-0; Galatasaray vs Atletico Madrid 0-2
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GLI ALTRI MATCH Siviglia vs Borussia Monchengladbach 3-0; Psg vs Malmo 2-0; Real Madrid vs Shakhtar 4-0; Wolfsburg vs Cska 1-0; Benfica vs Astana 2-0; Galatasaray vs Atletico Madrid 0-2
lunedì 14 settembre 2015
Dal Basket al Tennis, passando dal ciclismo. E' un'Italia che fa sognare.
Difficilmente tutti tifosi italiani, appassionati di sport, dimenticheranno il week-end appena concluso. Il calcio per una volta non c'entra. Per un volta, un intero paese si unisce ad ammirare le imprese dei loro atleti, realizzate proprio quando tutti credevano che sarebbero state destinate a rimanere un sogno lontano. Invece ecco che,agli Us Open, Flavia Pennetta e Roberta Vinci, prima eliminano le prime due teste di serie mondiali ( Serena Williams e Simona Halep), poi sotto il cielo di New York, che per l'occasione (nonostante le nubi) diventa simbolicamente azzurro, si giocano colpo su colpo la finale. Finisce tra sorrisi e abbracci, vince Flavia. La ciliegina sulla torta prima di un ritiro annunciato e confermato nell'intervista del post-gara. Le imprese però non sono finite, ed ecco che, dalle gioie del tennis, si passa a quelle del basket con la Nazionale azzurra che all'Europeo conquista i quarti di finale, passando dai successi contro la Spagna e i padroni di casa della Germania. Timori e ansie che si spengono definitivamente nell'ottavo di finale: travolta Israele e autostima alle stelle. Prossimo obiettivo la Lituania. Finita qui? Nemmeno per idea. Tocca a Fabio Aru sfilare trionfalmente. A Madrid una grandissima promessa diventa solida realtà. A 25 anni il sardo conquista il suo primo grande giro aggiudicandosi la Vuelta. Dopo due podi al Giro (terzo e secondo) arriva la consacrazione in Spagna, dove diventa il più giovane italiano a vincere la classifica finale. L'Europa e il resto del mondo sono avvisate: l'Italia ha ricominciato a farsi rispettare.
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