La procura di Cremona, in merito all'inchesta sul calcioscommesse,ha chiesto il rinvio a giudizio per il c.t. della Nazionale Antonio Conte. La riguarda la partita AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio 2011. Ai tempi Conte era allenatore della squadra toscana.L'accusa è di frode sportiva. Insieme al c.t. azzurro, chiesto il rinvio a giudizio anche per altri 103 indagati, tra cui Mauri, Signori e Colantuono. Sono 60 le partite per cui c'è un'imputazione. Almeno 200 le partite in odore di combine, secondo la procura cremonese, otto invece quelle prescritte (tra queste figura anche Napoli-Chievo del 31 maggio 2009 finita 3-0).Per quanto riguarda Novara-Siena il procuratore Roberto di Martino ha chiesto l'archiviazione, così come per l'originaria accusa di associazione a delinquere. Accusa che rimane per Cristiano Doni, Beppe Signori ed altri. Per altri dieci indagati, per lo più stranieri, la richiesta di rinvio a giudizio interverrà tra alcuni giorni.
17:51 NUOVI DETTAGLI Nella richiesta di rinvio a giudizio del c.t. azzurro, si fa riferimento a degli accordi sottoscritti tra gli allenatori e la Federcalcio in cui è previsto che il tecnico debba "salvaguardare la condotta morale dei calciatori". Obbligo di un allenatore è anche quello di sorvegliare affinché i calciatori mantengano "una condotta consona ai principi di lealtà e probità".Il ct: "Amareggiato ma vado avanti". Intanto le accuse nei confronti di Mauri si sono aggravate in seguito alla costituzione del macedone Christian Ilievski, che aveva parlato diffusamente dei rapporti col calciatore.
20:30 LE PAROLE DI TAVECCHIO "Non ho avuto modo di sentire Conte, ma per noi non cambia nulla, non cambiamo atteggiamento, è una notizia che ci si aspettava". Così il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, ha commentato la richiesta della Procura di Cremona di rinviare a giudizio del Ct della Nazionale, Antonio Conte, nell'inchiesta sul Calcioscommesse. Nei giorni scorsi Tavecchio, confermando la fiducia nel ct, aveva sottolineato che "il rinvio a giudizio non è una condanna".
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martedì 7 luglio 2015
martedì 19 maggio 2015
Milan: Berlusconi liquida Inzaghi. Scatta il toto-allenatore.
E' ufficialmente scattato il toto-allenatore in casa Milan. Le parole di Berlusconi :“E’ innegabile che Pippo abbia un ottimo rapporto con il gruppo, però abbiamo vedute diversificate in molti ambiti e questo è un discorso che faremo al momento opportuno” hanno fornito una mazzata, più che un grazie, prima dell’arrivederci per Pippo Inzaghi. Adesso il problema è capire,il nome giusto per prendere il suo posto. Il primo e più costoso sogno, privilegiato rispetto al resto dei profili in corsa, si chiama Carlo Ancelotti: ha un contratto col Real Madrid fino al 2016 e difficilmente riuscirà a chiudere in tempi brevi, nonostante terminerà la stagione senza trofei. Adriano Galliani, per sua stessa ammissione, lo sente costantemente ma per riportarlo a casa forse servirà una mission impossible. Come per Antonio Conte: il CT della Nazionale azzurra sarebbe anche disposto a ricoprire il doppio incarico, la Federcalcio però si opporrebbe a questa ipotesi.
Allora tra i due litiganti rimane Unai Emery. giovane ma vincente, contattato in passato dal Diavolo e paradossalmente alla portata Basterà spendere 1 milione di euro per la clausola rescissoria e consentirgli di avere pieno potere decisionale anche sul mercato. L'ultima parola spetta a Berlusconi.
Allora tra i due litiganti rimane Unai Emery. giovane ma vincente, contattato in passato dal Diavolo e paradossalmente alla portata Basterà spendere 1 milione di euro per la clausola rescissoria e consentirgli di avere pieno potere decisionale anche sul mercato. L'ultima parola spetta a Berlusconi.
martedì 10 febbraio 2015
Editoriale: Questa Italia ha bisogno di Conte
Sono passati solo pochi mesi dalla nomina di Antonio Conte come CT della Nazionale Italiana di calcio. Un allenatore carismatico che certo non le manda a dire a nessuno. Un vincente nato, un vero e proprio condottiero.
Un allenatore che ha sempre ribadito inoltre non solo che la maglia va guadagnata sul campo ma che una volta conquistata, si deve sudare il doppio per tenersela stretta altrimenti si viene rimpiazzati. "Io preferisco il grande uomo al grande talento". Furono le sue prime parole da nuovo commissario tecnico. Detto fatto: Balotelli escluso dalle prime convocazioni e largo ai giovani. Si è avuta occasione per rivedere in nazionale Destro, El Shaarawy, Osvaldo, Quagliarella e Giovinco, con la novità di Simone Zaza (convocato solo per due stage da Prandelli), con il solo Ciro Immobile reduce dell’attacco mondiale. A centrocampo le novità sono stati i vari Poli, Bonaventura, Soriano, Florenzi, Giaccherini. Cosi come in difesa con spazio a Rugani dell'Empoli, Darmian del Torino. I fatti gli hanno dato subito ragione. Ora non si è arrivati nemmeno lontanamente vicini ai prossimi Europei che i temi polemici intorno a lui continuano a non esaurirsi. Il suo nome è sulla bocca di tutti: vuoi per gli stage e la scarsa intesa con alcuni club, vuoi per la mancata comunicazione di alcune date, vuoi per l'inchiesta che lo riguarda in ambito calcioscommesse ecco che non si fa altro che parlare di lui. Ecco allora che il corso degli eventi ha reso necessario un colloquio chiarificatore con Tavecchio: tutto risolto almeno fino agli Europei. Conte, nel frattempo, continua a metterci la faccia senza i timori che hanno avuto alcuni dei suoi predecessori, tra cui lo stesso Prandelli nel post mondiale, dimostrando che è anche pronto a dimettersi nel caso in cui dovessero arrivare determinate sentenze di colpevolezza (ma solo in quel caso). iN caso contrario la sua strada in Nazionale sarà ancora lunga perchè questa Italia ha bisogno di lui e nessuno ha il diritto di chiedere o pensare alle sue dimissioni condannandolo prima ancora che arrivino processi in tribunale. Certo in caso Conte finisca per avere ragione, come ha sempre dimostrato di aver in queste stagioni con la Juve, la lista di persone che dovranno chiedergli scusa sara davvero lunga.
Un allenatore che ha sempre ribadito inoltre non solo che la maglia va guadagnata sul campo ma che una volta conquistata, si deve sudare il doppio per tenersela stretta altrimenti si viene rimpiazzati. "Io preferisco il grande uomo al grande talento". Furono le sue prime parole da nuovo commissario tecnico. Detto fatto: Balotelli escluso dalle prime convocazioni e largo ai giovani. Si è avuta occasione per rivedere in nazionale Destro, El Shaarawy, Osvaldo, Quagliarella e Giovinco, con la novità di Simone Zaza (convocato solo per due stage da Prandelli), con il solo Ciro Immobile reduce dell’attacco mondiale. A centrocampo le novità sono stati i vari Poli, Bonaventura, Soriano, Florenzi, Giaccherini. Cosi come in difesa con spazio a Rugani dell'Empoli, Darmian del Torino. I fatti gli hanno dato subito ragione. Ora non si è arrivati nemmeno lontanamente vicini ai prossimi Europei che i temi polemici intorno a lui continuano a non esaurirsi. Il suo nome è sulla bocca di tutti: vuoi per gli stage e la scarsa intesa con alcuni club, vuoi per la mancata comunicazione di alcune date, vuoi per l'inchiesta che lo riguarda in ambito calcioscommesse ecco che non si fa altro che parlare di lui. Ecco allora che il corso degli eventi ha reso necessario un colloquio chiarificatore con Tavecchio: tutto risolto almeno fino agli Europei. Conte, nel frattempo, continua a metterci la faccia senza i timori che hanno avuto alcuni dei suoi predecessori, tra cui lo stesso Prandelli nel post mondiale, dimostrando che è anche pronto a dimettersi nel caso in cui dovessero arrivare determinate sentenze di colpevolezza (ma solo in quel caso). iN caso contrario la sua strada in Nazionale sarà ancora lunga perchè questa Italia ha bisogno di lui e nessuno ha il diritto di chiedere o pensare alle sue dimissioni condannandolo prima ancora che arrivino processi in tribunale. Certo in caso Conte finisca per avere ragione, come ha sempre dimostrato di aver in queste stagioni con la Juve, la lista di persone che dovranno chiedergli scusa sara davvero lunga.
sabato 6 settembre 2014
Una nuova Italia
Sono passati pochi mesi dal crollo mondiale azzurro in Brasile. Un crollo che aveva portato alle dovute polemiche sulle convocazioni, una su tutte quella di Giuseppe Rossi, e che aveva raggiunto il suo apice con le conseguenti dimissioni del commissario tecnico in carica, Prandelli, e del presidente della FIGC, Giancarlo Abete. Ora a Coverciano si respira un'aria diversa, nuova, nel senso positivo del termine. Il nuovo "condottiero" azzurro è Antonio Conte. Un vincente nato, con la voglia di dimostrare a tutti che l'Italia vista al mondiale è solo la brutta copia di quella vera e che nonostante ci siano state voci in merito non si lascia condizionare sulla scelta delle convocazioni.
DALLE PAROLE AI FATTI
"Io preferisco il grande uomo al grande talento". Furono le sue prime parole da nuovo commissario tecnico. Detto fatto: Balotelli escluso dalle prime convocazioni e largo ai giovani. I fatti gli hanno dato subito ragione. Contro l'Olanda a Bari si è vista un'Italia cattiva, aggressiva, combattente. Un'Italia che non ha concesso nessuna vera e propria occasione agli avversari e che ha rischiato più volte di arrotondare ancor di più il punteggio a proprio favore.
LARGO AI GIOVANI
Lasciato a casa Balotelli si è avuta occasione per rivedere in nazionale Destro, El Shaarawy, Osvaldo(poi sostituito da Quagliarella per infortunio) e Giovinco, con la novità di Simone Zaza (convocato solo per due stage da Prandelli), con il solo Ciro Immobile reduce dell’attacco mondiale. A centrocampo spazio per Giaccherini (protagonista alla Confederations ed escluso al Mondiale) e rispetto al Brasile da segnalare anche le novità di Poli e Florenzi, mentre in difesa, confermato Paletta, rientrano sia Astori che Ranocchia. In porta oltre ai soliti Buffon, Perin e Sirigu, ecco anche la novità Padelli.
DEL DOMANI NON C'E' CERTEZZA
"Non è detto che chi ci sia oggi ci sia domani e chi non c'è oggi non ci sia domani" disse Conte in merito alle convocazioni per queste prime uscite. Dimostrazione del fatto che il posto in nazionale non è solo collegato al codice etico di Prandelli ma che la maglia va conquistata sul campo e una volta ottenuta si deve sudare il doppio per tenersela stretta altrimenti si viene rimpiazzati. Questo è un messaggio che vale per tutti nessuna eccezione.
Certo siamo ancora al principio ma se queste sono le premesse ci sarà da divertirsi.
DALLE PAROLE AI FATTI
"Io preferisco il grande uomo al grande talento". Furono le sue prime parole da nuovo commissario tecnico. Detto fatto: Balotelli escluso dalle prime convocazioni e largo ai giovani. I fatti gli hanno dato subito ragione. Contro l'Olanda a Bari si è vista un'Italia cattiva, aggressiva, combattente. Un'Italia che non ha concesso nessuna vera e propria occasione agli avversari e che ha rischiato più volte di arrotondare ancor di più il punteggio a proprio favore.
LARGO AI GIOVANI
Lasciato a casa Balotelli si è avuta occasione per rivedere in nazionale Destro, El Shaarawy, Osvaldo(poi sostituito da Quagliarella per infortunio) e Giovinco, con la novità di Simone Zaza (convocato solo per due stage da Prandelli), con il solo Ciro Immobile reduce dell’attacco mondiale. A centrocampo spazio per Giaccherini (protagonista alla Confederations ed escluso al Mondiale) e rispetto al Brasile da segnalare anche le novità di Poli e Florenzi, mentre in difesa, confermato Paletta, rientrano sia Astori che Ranocchia. In porta oltre ai soliti Buffon, Perin e Sirigu, ecco anche la novità Padelli.
DEL DOMANI NON C'E' CERTEZZA
"Non è detto che chi ci sia oggi ci sia domani e chi non c'è oggi non ci sia domani" disse Conte in merito alle convocazioni per queste prime uscite. Dimostrazione del fatto che il posto in nazionale non è solo collegato al codice etico di Prandelli ma che la maglia va conquistata sul campo e una volta ottenuta si deve sudare il doppio per tenersela stretta altrimenti si viene rimpiazzati. Questo è un messaggio che vale per tutti nessuna eccezione.
Certo siamo ancora al principio ma se queste sono le premesse ci sarà da divertirsi.
giovedì 24 ottobre 2013
Juventus : quando l'errore arbitrale brucia. Il Real se la gode.
La Juventus esce sconfitta dal Bernabeu. Non è bastata una partita di cuore alla Juventus per uscire con dei punti dalla trasferta di Champions in casa del Real Madrid. La Juventus ha giocato alla pari col Real Madrid, ma volendo dirla tutta, (tabellino alla mano) i tre punti ai Merengues li hanno regalati proprio gli uomini di Conte. Prima il solito gol subito nella prima occasione utile, questa volta al 4' dopo una bella combinazione tra Di Maria e Cristiano Ronaldo, colpa forse anche del nuovo assetto tattico non assimilato dal primo minuto. Poi un rigore tanto netto quanto ingenuo causato da una trattenuta di Chiellini su Sergio Ramos, trasformato poi da Ronaldo per la doppietta personale. Due note negative unite all'espulsione diretta, molto discutibile, ai danni di Chiellini non per quella manata come all'inizio si pensava ma, come confermerà anche Conte a fine gara, per chiara occasione da rete. Dopo una situazione del genere si potrebbe dire che la Juventus assaggia, se pur con l'amaro in bocca, cosa significhi giocare veramente in Champions League ma soprattutto vive sulla sua pelle l'esperienza di una gara condizionata dagli arbitri(vedi le partite col Chievo e Torino dove gli errori arbitrali hanno causato l'effetto opposto per gli uomini di Conte). A prescindere dalla prestazione però, con o senza regali, a contare nel calcio è una cosa sola: il risultato. E quello premia il Real Madrid che si mette al sicuro a quota 9 punti e che al tempo stesso complica (e non poco) i piani della Juventus, ferma a due. La Juventus ora oltre alle lamentele post-gara deve pensare solo ad una cosa rialzare la testa tornando a capire che le partite non si vincono solo con il cuore o lamentandosi delle decisioni altrui ma facendo gol.
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