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lunedì 7 marzo 2016

Moviola in campo: Un biennio di sperimentazione e tante aspettative.

Una "giornata storica", come si è lasciato scappare Gianni Infantino. E la storia del calcio, almeno un pezzetto, si è fatta a Cardiff, dove era riunito l'International Board della Fifa. Sì alla moviola in campo, è questa la notizia bomba. Il board ha votato a favore dell'inizio della sperimentazione per due anni dell'utilizzo di monitor e replay da parte degli arbitri per dirimere determinate situazioni dubbie.L'Ifab ha approvato un protocollo per una sperimentazione che dovrà durare almeno due anni per stabilire i vantaggi e le problematiche dell'utilizzo della moviola in campo. Come riporta il documento pubblicato dalla Fifa "l'obiettivo non è raggiungere il 100% di correttezza nelle decisioni, ma di evitare chiare inesattezze sul terreno di gioco, quegli errori in buona sostanza che possono cambiare le sorti di una partita, e cioè gol, rigori, cartellini rossi diretti e scambi di persona". Questo quanto previsto: la sperimentazione con la presenza di un "video assistant referee" (VAR), ovvero un arbitro addetto a controllare la partita su un monitor, durante lo svolgimento del match, in grado di comunicare in maniera "proattiva" riguardo i casi più complicati.

 I CASI NEI QUALI VERRÀ UTILIZZATA
- Goal/non goal
- Rigori: il VAR vigilerà sulla corretta o meno assegnazione di un calcio di rigore
- Espulsioni: il VAR assicurerà che non verranno prese decisioni in merito ai cartellini rossi
- Scambio di persona: il VAR informerà l'arbitro di gara nel caso di scambi di persona al momento dell'estrazione di un cartellino.

COME FUNZIONERÀ
1. L'arbitro chiederà al VAR di re-visionare una decisione, oppure può essere lo stesso VAR a comunicare all'arbitro che una 'chiamata' deve essere rivista.
2. Il VAR visionerà l'episodio, con tanto di slow motion e replay, poi comunicherà all'arbitro via auricolare quanto visto.
3. L'arbitro può decidere di visionare in persona il replay in un monitor a bordo campo oppure può accettare direttamente la decisione del VAR e comunicarla ai giocatori.

Tra i campionati candidati ad intraprendere la sperimentazione c'è la nostra Serie B. Il presidente della Lega Andrea Abodi ha comunicato la propria disponibilità al board della FIFA attraverso Carlo Tavecchio. Ora toccherà alla IFAB decidere dove verrà introdotta la moviola in campo nella fase di rodaggio prevista per i prossimi due anni.




domenica 28 febbraio 2016

Il tramonto del madridismo: Il Real perde derby e Liga.

L’effetto Zidane è durato un mese e mezzo. Dopo gli stenti mostrati lontano dal Bernabeu il Madrid ha perso in casa il derby con l’Atletico: 1-0 con rete decisiva di Griezmann ad inizio ripresa. I colchoneros di Diego Simeone consolidano il secondo posto con 58 punti alle spalle del Barcellona capolista.I Blancos, invece, restano al terzo posto ma scivolano a -9 da Messi e compagni. Il clima in casa Real Madrid è pesantissimo: i giocatori definiti dai tifosi come "mercenari", Florentino Perez invitato a dimettersi, Zidane che alza bandiera bianca in Liga e che si gioca la panchina con l'avventura in Champions, Ronaldo che prima attacca i compagni ("se tutti fossero al mio livello saremmo primi") poi fa dietro front.  Anche Marca definisce la casablanca come "un edificio in fiamme". Il quarto derby perso (di cui tre consecutivi al Bernabeu), su gli ultimi sette giocati hanno svelato tutti i nervi scoperti. Il distacco tra pubblico e club è arrivato al massimo. Un distacco cominciato con la decisione da parte di Florentino Perez di sostituire Ancelotti con Benitez, alimentato  dai tanti ammiccamenti di Cristiano Ronaldo al Psg e da un progetto tecnico-tattico che sembra essersi arenato, concluso con questa sconfitta nel derby. L'unica soluzione attesa dall'ambiente sembra essere quella delle dimissioni di Perez dall' incarico di presidente della società. La rivolta è appena cominciata, nel frattempo Barcellona e Atletico gongolano e fuggono.


sabato 27 febbraio 2016

Elezioni Fifa: Infantino ribalta i pronostici. Inizia una nuova era.

È Gianni Infantino il nuovo presidente della Fifa: l'ormai ex segretario generale della Uefa, svizzero di origini italiane si è imposto con 115 voti al secondo scrutinio. Battuto a sorpresa il favorito della vigilia, lo sceicco del Bahrein Salman Al-Khalifa. Il regolamento prevedeva un primo voto a maggioranza qualificata (due terzi dei votanti, quindi 138 su 207); e poi una serie di altre votazioni nelle quali sarebbe bastato il 50% più uno (104 voti). Nella seconda votazione, quella decisiva, Infantino ha ottenuto 115 voti, 11 in più della maggioranza assoluta del congresso. Lo sceicco Al Kalifa si è fermato a 88; 4 voti per il principe giordano Alì, nessuno per Champagne."Voglio essere il presidente di tutte e 209 le Federazioni e insieme a loro rinnovare la Fifa e costruire una nuova era - ha detto Infantino nel primo discorso da nuovo presidente Fifa -. Il mio è stato un viaggio eccezionale in cui ho incontrato tantissime persone che meritano che la Fifa si altamente rappresentata. Noi rinnoveremo la Fifa e dobbiamo esserne orgogliosi", ha aggiunto Infantino che ha ringraziato gli altri candidati, parlando di "un grande segno di democrazia". Arrivano intanto le congratulazioni da parte di Sepp Blatter, ex presidente squalificato per 6 anni dopo lo scandalo sulla corruzione: "Infantino ha esperienza, competenza, abilità strategiche e diplomatiche - dichiara il 79enne in un comunicato -. Ha tutte le qualità per continuare il mio lavoro e stabilizzare la Fifa".Hanno vinto l'Europa del calcio ma anche il resto del mondo che il calcio lo ha nel Dna": è il commento di Carlo Tavecchio, presidente della Figc, all'elezione di Infantino. "Auguro al nuovo presidente un buon lavoro, affinché possa guidare la Fifa in una nuova era - aggiunge il n.1 della Federcalcio - perché dobbiamo recuperare credibilità dopo un anno di umiliazioni: il calcio non è quello che è stato dipinto negli ultimi mesi. Il calcio mondiale ha bisogno di continuare nel percorso di riforme iniziato oggi e l'Italia è a disposizione per contribuire a questo processo di rinnovamento auspicato da tutti. Ha vinto un'idea è un progetto espressione di Paesi e Confederazioni che hanno il calcio nel dna". Inizia una nuova era.

Simone Moro conquista Nanga Parbat: scalata da record.

Una scalata epica. Simone Moro entra nella leggenda con la prima scalata invernale del Nanga Parbat (video), colosso di 8.125 metri nel Pakistan settentrionale, risolvendo uno degli ultimi 'problemi' dell'alpinismo moderno. Senza ossigeno supplementare e senza portatori d'alta quota. Altoatesino d'adozione grazie al rapporto sentimentale con Barbara Zwerger, Moro ha scalato insieme ai due compagni di cordata: lo spagnolo Alex Txicon e il pakistano Ali Sadpara, che hanno percorso la via Kinshofer lungo la parete del Diamir. Una novità che non è sfuggita agli esperti di montagna: gli sherpa nepalesi e i 'portatori' pakistani accompagnano gli alpinisti che poi danno la scalata alla vetta. Questa volta, invece, il 'portatore' pakistano ha scalato la vetta. Un segnale di cambiamento della cultura locale, forse l'apertura di una nuova era fatta di vere e proprie 'guide alpine' del posto. La cordata era completata dalla bolzanina Tamara Lunger (capace nel 2014 di salire il K2 senza ossigeno), compagna di spedizione di Moro, che si e' fermata a poche decine di metri dalla vetta, probabilmente per stanchezza. Per Simone Moro si tratta della quarta 'prima ascensione invernale' dopo lo Shisha Pangma (2005), il Makalu (2009), il Gasherbrum II (2011). Con il Nanga Parbat - ribattezzato la 'montagna assassina' per l'elevata mortalita' - il conto era aperto da alcuni anni: lo scalatore bergamasco era al terzo tentativo e in precedenza non era mai salito sopra i 7.000 metri. Dopo parecchie giornate trascorse tra maltempo e difficolta' di progressione (video) (al massimo sono arrivati fino a 6.500 metri), visti i pericoli oggettivi, Moro e Lunger hanno deciso di cambiare programma e sono passati sulla via Kinshofer, la 'normale', unendo le forze con il team di Txicon. Scelta che si e' rivelata vincente.