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lunedì 13 marzo 2017

Fattore Ramos. I suoi colpi di testa arma in più del Real Madrid.

Fattore Ramos. Cristiano Ronaldo, Bale, Benzema?..macchè. Il giocatore più decisivo del Real Madrid è Sergio Ramos. Pur essendo un difensore centrale, lo spagnolo, sta trascinando i blancos a furia di gol e vittorie. Una semplice giocata, il colpo di testa, che ha trasformato in letali gli schemi offensivi su palla inattiva della squadra di Zidane. Sono infatti 10 i gol realizzati da Ramos in stagione (coppe comprese), di cui ben 8 realizzati di testa. Gol che spesso sono pesanti, vedi le due finali di Champions di Lisbona prima e di Milano poi, e che spesso avvengono nella ormai ribattezzata zona Ramos, ovvero in pieno recupero a tempo ormai scaduto. Gol pesanti che sono arrivati anche nella stagione in corso: ne sono un esempio i gol realizzati al 93' contro il Siviglia in Supercoppa Europea, al 90' nel Clasico de la Liga contro il Barcellona e la settimana dopo al 92' contro il Deportivo la Coruna. Ultimi della serie, questa settimana: prima il pareggio al gol di Mertens al San Paolo , propiziandone poi anche l'autogol , e poi nella sfida di ieri sera il  gol del della rimonta contro il  Betis nella 27° giornata di campionato.  Sui social si divertono a prendere in giro chi ancora lo definisce un difensore, sta di fatto che Sergio Ramos è l'arma in più di questo Real. Arma che potrebbe portare li dove nessuno è arrivato mai, la conquista della seconda Champions consecutiva, condita magari anche dalla vittoria de la Liga. Sempre a patto che ci sia un calcio d'angolo...

giovedì 9 febbraio 2017

Sanremo: Non solo musica a Sanremo. Tra battute e promesse è Totti show.

Non solo musica a Sanremo: Francesco Totti torna sul palco dell’Ariston. Entra in scena tre volte:  diverte con la solita spontaneità e simpatia. Presenta le canzoni a modo suo e poco importa se interrompe il cerimoniale del festival, salutando il direttore d’orchestra  “ciao Maestro Campagnoli", chiamando "sciopè" l'autore Cheope, e poi non rispettando la scaletta con il cambio della scelta della sua canzone preferita ( “il piccione di Povia”),  a lui si perdona tutto.  Immancabile la dichiarazione d’amore alla sua Roma: “Sono riuscito a realizzare il mio sogno. Tra 20 anni mi vedo in un ruolo importante, nella Roma o altrove, ma farò qualcosa che mi piace". Dopo aver visto un video con i suoi 14 gol alla Fiorentina, c’è il tempo per  scherzare con Carlo Conti: "Sarebbe stato banale presentarmi qui facendo il 4 con la mano, anche perché io non ho giocato", ha detto Totti riferendosi alla gara tra Roma e Fiorentina di martedì sera. In realtà Francesco ha giocato gli ultimi minuti, ma per Carlo Conti a non essere scesa in campo è stata la squadra viola: "Anzi grazie Fiorentina, non hai giocato e sei rimasta a vedere Sanremo". Gag e battute a parte come è di rito per un calciatore al termine di un incontro, Totti si è sottoposto ad un intervista con domande buone cattive: "Non accetterei nessuna proposta economica per mia moglie, anche se fossi in grandissima difficoltà economica, perché sono troppo geloso dei miei valori". Tra questi, il tifo per la Roma: "Se mio figlio Cristian avesse una maglia della Lazio nel cassetto lo rispetterei, ma tanto è impossibile che succeda". Per far vincere lo scudetto alla Roma poi, Totti è perentorio: "Canterei gli inni di tutte le squadre, ma chi mi garantisce che poi lo vinco?". Capitolo scherzi: "Lo scherzo più bello ricevuto? Mi hanno tagliato i calzini dentro lo spogliatoio, sembravo padre Pio. Io ne faccio tanti, l'ultimo è ad Empoli. Ho messo l'acqua sul seggiolino del nostro team manager e aveva una chiazza enorme sui pantaloni." Insomma risate, sorrisi e saluti finali con il lancio dei palloni autografati, in galleria. Semplicente Francesco Totti.








martedì 17 gennaio 2017

Quelli del ’90: Belotti e Donnarumma, simboli del nuovo che avanza.



Così giovani ma già cosi leader. Uno attaccante l’altro portiere, Andrea Belotti e Gianluigi Donnarumma stanno pian piano diventando i simboli del presente e dell’imminente futuro del calcio italiano, del nuovo che avanza. La dimostrazione che non è vero che l'Italia non produce più giocatori, anzi è vero il contrario. Se Donnarumma, seppur non ancora 18enne,  sembra esser destinato a diventare  l’erede designato di Buffon, dando seguito alla tradizione dei portieri, è ragionevole pensare che la doppia R- Rugani & Romagnoli -  raccoglierà l’eredità della BBC  proteggendolo  almeno per il prossimo decennio. Come se non bastasse l’abbondanza in mezzo al campo induce a pensare che l’Italia sia il paese dei centrocampisti:  dallo già affermato Verratti, passando per il trio Cataldi-Baselli-Benassi, fino ad arrivare al duo ancora acerbo ma comunque in proiezione nazionale Locatelli-Pellegrini. L’attacco invece è affidato alla combinazione della creatività garantita dall’estro di Federico Bernardeschi, Domenico Berardi e Lorenzo Insigne unita all’esplosività  assicurata da due dei rari veri attaccanti centrali degli ultimi anni: il “Gallo” Belotti e Ciro Immobile, che con i loro gol stanno alimentando il sogno Europa di Torino e Lazio. Proprio il “Gallo”, paragonato a Gianluca Vialli per prestanza fisica e doti tecniche, ha visto il 2016 come l’anno della sua consacrazione. Ragazzi che nel loro piccolo, per ora, stanno facendo sognare i tifosi dei rispettivi club di cui indossano la maglia, ma che da qui al prossimo mondiale in Russia, potrebbero unire un paese intero a gridare ancora una volta  il nome dei loro beniamini che diventano campioni.    


martedì 7 giugno 2016

Blog in ristrutturazione

A tutti i lettori di questo blog, la readazione annuncia che il blog è, per problemi tecnici, momentaneamente in ristrutturazione. Le attività riprenderanno il prima possibile. Ci scusiamo per il disagio. A presto.

La redazione. 

lunedì 18 aprile 2016

Uefa Youth League: Il Chelsea concede il bis. Battuto in finale il Psg.

Il Chelsea concede il bis. I Blues difendono il titolo conquistato nella scorsa stagione e riconquistano la UEFA Youth League 2016 superando in finale 2-1 il Psg di  Augustin. In una partita ricca di episodi e occasioni, la difesa del titolo per il Chelsea è merito del cinismo, condizionato anche da qualche errore, del suo trequartista Kasey Palmer e del portiere Collins. Il primo, lasciato in panchina nella finale dello scorso anno, è una vera e propria spina nel fianco per i difensori parigini trovando spesso spazi pericolosi (suo il gol della vittoria). Il secondo invece, para un rigore, che poteva cambiare la storia del match, al talento Augustin, e nel finale non perde concentrazione sui tentativi avversari di riacciuffare il match."Diventare campioni d'Europa per due anni di fila è un traguardo enorme", ha dichiarato il tecnico del Chelsea Adi Viveash. Per Collins, Clarke-Salter, Temitayo Aina e il capitano Charlie Colkett si tratta del secondo trionfo in UEFA Youth League dopo quello del 2015 contro lo Shakhtar Donetsk.Per 12 giocatori, tra cui Clarke-Salter, potrebbe arrivare ben presto un altro successo: quello nella doppia finale di FA Youth Cup contro il Manchester City in programma tra qualche giorno. La festa è servita, e chissà che con l'approdo di Antonio Conte sulla panchina dei Blues per qualcuno non si avveri anche il sogno Premier League.

Serie A: Juve, poker al Palermo sognando il pokerissimo. Napoli, il sogno sta finendo.

Un poker da scudetto. La Juve matura il quinto scudetto coi 9 punti di vantaggio sul Napoli e aggiorna la sua corsa: 67 punti nelle ultime 23 gare, ovvero 22 vittorie e un pareggio. L'ultima vittima il Palermo, a cui i bianconeri rifilano quattro gol. Il quinto scudetto consegutivo non sembra più un miraggio come ad inizio stagione. La partita contro il Palermo sembra quasi un copione perfetto che la squadra di Allegri recita in maniera impeccabile. Anche però ai migliori attori capitano gli imprevisti. L'imprevisto bianconero capita al 16'del primo tempo: Marchisio contende il pallone a Vazquez e il ginocchio del regista juventino si piega in modo innaturale. Le smorfie di dolore e la disperazione di Marchisio sono il sintomo di qualcosa di grave: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Stagione finita e addio Europei. Lo stesso beffardo destino che aveva coplito Perin nemmeno una settimana fa. Mal comune mezzo gaudio si dice in questi casi. Così ecco la simpatica proposta del portiere genoano: "io so quello che stai provando...in bocca al lupo. Ps: Tra un esercizio e l'altro...ci vediamo insieme gli Europei?" ha scritto il portiere del Genoa su Facebook rivolgendosi al compagno di nazionale. Pronta la risposta di Marchisio: "È una buona idea amico mio" ha scritto il centrocampista della Juventus. Un tentativo per riderci un pò su.

IL SOGNO STA FINENDO Chi invece non ha nulla da ridere è il Napoli. Dopo la delusione per l'esito del ricorso per la riduzione della squalifica ai danni di Higuain arriva la sconfitta a San Siro contro l'Inter. Una sconfitta viziata da un fuorigioco di Icardi sul primo gol neroazzurro e che spegne quasi definitivamente i sogni scudetto. Quel fuorigioco e l'assenza per squalifica di Higuain, però, non devono esser le attenuanti per giustificare un calo netto di rendimento e di condizione. La matematica non condanna gli azzurri nella corsa al primo posto, ma non consolida nemmeno il secondo. E' e deve essere ancora un campionato tutto da vivere. 

lunedì 7 marzo 2016

Panchina d'oro 2016: Allegri l'erede di Conte. Premiati anche Stellone, Vivarini e De Biasi.

Ancora una volta è l'allenatore della Juventus ad aggiudicarsi l'ambito premio della "Panchina d'oro". Massimiliano Allegri si aggiudica il premio come Miglior Allenatore della Serie A per la stagione 2014-15, succedendo proprio al suo predecessore sulla panchina della Juventus, Antonio Conte. L'attuale tecnico della Juventus ha vinto la Panchina d'oro con ben 27 voti a favore su 51 votanti. Staccati i rivali: Pioli, allenatore della Lazio (7 voti) e Sarri, candidato come allenatore dell'Empoli (4 voti), che hanno conquistato la seconda e terza posizione. "È la vittoria dello staff e della squadra. Quando si raggiungono certi obiettivi è perché tutti remano dalla stessa parte. Scudetto? Sarebbe una cosa storica. Il Bayern? Sono favoriti, ma faremo il possibile per passare il turno". Ha dichiarato poi lo stesso Allegri. La Panchina d'argento, dedicata ai tecnici della Serie B, è stata conquistata da Stellone. Il tecnico del Frosinone ha battuto di un solo punto il rivale Castori (Carpi), staccando l'ex tecnico dell'Avellino Rastelli. L'attuale mister del Frosinone ha subito ammesso: "La differenza l'ha fatta il voto che mi sono dato. Avrebbe meritato di più Castori". In Lega Pro invece è stato premiato Vincenzo Vivarini del Teramo. Riconoscimento particolare con la Panchina Speciale per Gianni De Biasi, protagonista della storica qualificazione a Euro 2016 sulla panchina dell'Albania.

PANCHINA D'ORO E D'ARGENTO FEMMINILE Per quanto riguarda il calcio femminile, ad aggiudicarsi la Panchina d'oro, dopo il trionfo dell'anno scorso, è Milena Bertolini. Un successo dovuto ai trionfi sportivi sulla panchina del Brescia. La panchina d'argento invece è Federica d'Astolfo, insignita del premio grazie ad una salvezza a 4 giornate dal termine con tutte giovanissime atlete con la Reggiana femminile.

Moviola in campo: Un biennio di sperimentazione e tante aspettative.

Una "giornata storica", come si è lasciato scappare Gianni Infantino. E la storia del calcio, almeno un pezzetto, si è fatta a Cardiff, dove era riunito l'International Board della Fifa. Sì alla moviola in campo, è questa la notizia bomba. Il board ha votato a favore dell'inizio della sperimentazione per due anni dell'utilizzo di monitor e replay da parte degli arbitri per dirimere determinate situazioni dubbie.L'Ifab ha approvato un protocollo per una sperimentazione che dovrà durare almeno due anni per stabilire i vantaggi e le problematiche dell'utilizzo della moviola in campo. Come riporta il documento pubblicato dalla Fifa "l'obiettivo non è raggiungere il 100% di correttezza nelle decisioni, ma di evitare chiare inesattezze sul terreno di gioco, quegli errori in buona sostanza che possono cambiare le sorti di una partita, e cioè gol, rigori, cartellini rossi diretti e scambi di persona". Questo quanto previsto: la sperimentazione con la presenza di un "video assistant referee" (VAR), ovvero un arbitro addetto a controllare la partita su un monitor, durante lo svolgimento del match, in grado di comunicare in maniera "proattiva" riguardo i casi più complicati.

 I CASI NEI QUALI VERRÀ UTILIZZATA
- Goal/non goal
- Rigori: il VAR vigilerà sulla corretta o meno assegnazione di un calcio di rigore
- Espulsioni: il VAR assicurerà che non verranno prese decisioni in merito ai cartellini rossi
- Scambio di persona: il VAR informerà l'arbitro di gara nel caso di scambi di persona al momento dell'estrazione di un cartellino.

COME FUNZIONERÀ
1. L'arbitro chiederà al VAR di re-visionare una decisione, oppure può essere lo stesso VAR a comunicare all'arbitro che una 'chiamata' deve essere rivista.
2. Il VAR visionerà l'episodio, con tanto di slow motion e replay, poi comunicherà all'arbitro via auricolare quanto visto.
3. L'arbitro può decidere di visionare in persona il replay in un monitor a bordo campo oppure può accettare direttamente la decisione del VAR e comunicarla ai giocatori.

Tra i campionati candidati ad intraprendere la sperimentazione c'è la nostra Serie B. Il presidente della Lega Andrea Abodi ha comunicato la propria disponibilità al board della FIFA attraverso Carlo Tavecchio. Ora toccherà alla IFAB decidere dove verrà introdotta la moviola in campo nella fase di rodaggio prevista per i prossimi due anni.




domenica 28 febbraio 2016

Il tramonto del madridismo: Il Real perde derby e Liga.

L’effetto Zidane è durato un mese e mezzo. Dopo gli stenti mostrati lontano dal Bernabeu il Madrid ha perso in casa il derby con l’Atletico: 1-0 con rete decisiva di Griezmann ad inizio ripresa. I colchoneros di Diego Simeone consolidano il secondo posto con 58 punti alle spalle del Barcellona capolista.I Blancos, invece, restano al terzo posto ma scivolano a -9 da Messi e compagni. Il clima in casa Real Madrid è pesantissimo: i giocatori definiti dai tifosi come "mercenari", Florentino Perez invitato a dimettersi, Zidane che alza bandiera bianca in Liga e che si gioca la panchina con l'avventura in Champions, Ronaldo che prima attacca i compagni ("se tutti fossero al mio livello saremmo primi") poi fa dietro front.  Anche Marca definisce la casablanca come "un edificio in fiamme". Il quarto derby perso (di cui tre consecutivi al Bernabeu), su gli ultimi sette giocati hanno svelato tutti i nervi scoperti. Il distacco tra pubblico e club è arrivato al massimo. Un distacco cominciato con la decisione da parte di Florentino Perez di sostituire Ancelotti con Benitez, alimentato  dai tanti ammiccamenti di Cristiano Ronaldo al Psg e da un progetto tecnico-tattico che sembra essersi arenato, concluso con questa sconfitta nel derby. L'unica soluzione attesa dall'ambiente sembra essere quella delle dimissioni di Perez dall' incarico di presidente della società. La rivolta è appena cominciata, nel frattempo Barcellona e Atletico gongolano e fuggono.


sabato 27 febbraio 2016

Elezioni Fifa: Infantino ribalta i pronostici. Inizia una nuova era.

È Gianni Infantino il nuovo presidente della Fifa: l'ormai ex segretario generale della Uefa, svizzero di origini italiane si è imposto con 115 voti al secondo scrutinio. Battuto a sorpresa il favorito della vigilia, lo sceicco del Bahrein Salman Al-Khalifa. Il regolamento prevedeva un primo voto a maggioranza qualificata (due terzi dei votanti, quindi 138 su 207); e poi una serie di altre votazioni nelle quali sarebbe bastato il 50% più uno (104 voti). Nella seconda votazione, quella decisiva, Infantino ha ottenuto 115 voti, 11 in più della maggioranza assoluta del congresso. Lo sceicco Al Kalifa si è fermato a 88; 4 voti per il principe giordano Alì, nessuno per Champagne."Voglio essere il presidente di tutte e 209 le Federazioni e insieme a loro rinnovare la Fifa e costruire una nuova era - ha detto Infantino nel primo discorso da nuovo presidente Fifa -. Il mio è stato un viaggio eccezionale in cui ho incontrato tantissime persone che meritano che la Fifa si altamente rappresentata. Noi rinnoveremo la Fifa e dobbiamo esserne orgogliosi", ha aggiunto Infantino che ha ringraziato gli altri candidati, parlando di "un grande segno di democrazia". Arrivano intanto le congratulazioni da parte di Sepp Blatter, ex presidente squalificato per 6 anni dopo lo scandalo sulla corruzione: "Infantino ha esperienza, competenza, abilità strategiche e diplomatiche - dichiara il 79enne in un comunicato -. Ha tutte le qualità per continuare il mio lavoro e stabilizzare la Fifa".Hanno vinto l'Europa del calcio ma anche il resto del mondo che il calcio lo ha nel Dna": è il commento di Carlo Tavecchio, presidente della Figc, all'elezione di Infantino. "Auguro al nuovo presidente un buon lavoro, affinché possa guidare la Fifa in una nuova era - aggiunge il n.1 della Federcalcio - perché dobbiamo recuperare credibilità dopo un anno di umiliazioni: il calcio non è quello che è stato dipinto negli ultimi mesi. Il calcio mondiale ha bisogno di continuare nel percorso di riforme iniziato oggi e l'Italia è a disposizione per contribuire a questo processo di rinnovamento auspicato da tutti. Ha vinto un'idea è un progetto espressione di Paesi e Confederazioni che hanno il calcio nel dna". Inizia una nuova era.

Simone Moro conquista Nanga Parbat: scalata da record.

Una scalata epica. Simone Moro entra nella leggenda con la prima scalata invernale del Nanga Parbat (video), colosso di 8.125 metri nel Pakistan settentrionale, risolvendo uno degli ultimi 'problemi' dell'alpinismo moderno. Senza ossigeno supplementare e senza portatori d'alta quota. Altoatesino d'adozione grazie al rapporto sentimentale con Barbara Zwerger, Moro ha scalato insieme ai due compagni di cordata: lo spagnolo Alex Txicon e il pakistano Ali Sadpara, che hanno percorso la via Kinshofer lungo la parete del Diamir. Una novità che non è sfuggita agli esperti di montagna: gli sherpa nepalesi e i 'portatori' pakistani accompagnano gli alpinisti che poi danno la scalata alla vetta. Questa volta, invece, il 'portatore' pakistano ha scalato la vetta. Un segnale di cambiamento della cultura locale, forse l'apertura di una nuova era fatta di vere e proprie 'guide alpine' del posto. La cordata era completata dalla bolzanina Tamara Lunger (capace nel 2014 di salire il K2 senza ossigeno), compagna di spedizione di Moro, che si e' fermata a poche decine di metri dalla vetta, probabilmente per stanchezza. Per Simone Moro si tratta della quarta 'prima ascensione invernale' dopo lo Shisha Pangma (2005), il Makalu (2009), il Gasherbrum II (2011). Con il Nanga Parbat - ribattezzato la 'montagna assassina' per l'elevata mortalita' - il conto era aperto da alcuni anni: lo scalatore bergamasco era al terzo tentativo e in precedenza non era mai salito sopra i 7.000 metri. Dopo parecchie giornate trascorse tra maltempo e difficolta' di progressione (video) (al massimo sono arrivati fino a 6.500 metri), visti i pericoli oggettivi, Moro e Lunger hanno deciso di cambiare programma e sono passati sulla via Kinshofer, la 'normale', unendo le forze con il team di Txicon. Scelta che si e' rivelata vincente.

venerdì 26 febbraio 2016

Dalla fantasia alla realtà: inventata la parola "petaloso".

«Petaloso». Mai sentita questa parola? Probabilmente no. Da oggi questo termine assume un valore molto speciale. Il merito è di Matteo, un bambino delle scuole elementari Marchesi di Copparo, in provincia di Ferrara. Tutto è nato da un lavoro sugli aggettivi. Il piccolo ha utilizzato la parola come aggettivo per descrivere un fiore. La maestra Margherita Aurora, incuriosita e divertita, ha deciso di inviare il nuovo lemma all’Accademia della Crusca per una valutazione, e la Crusca ha risposto.«Quando ho letto il compito ho segnato errore — racconta Margherita Aurora al telefono — ma aggiungendo accanto al cerchio rosso che si trattava di un errore bello. La parola mi convinceva, perciò mi è venuta l’idea di chiedere il parere della Crusca. Ho spiegato ai miei alunni che cos’è questo ente, l’abbiamo studiato insieme e poi ho chiesto a Matteo di scrivere la lettera da spedire. Lui me l'ha fatta correggere e ha chiesto a una compagna di classe di ricopiarla in bella grafia. Insomma, un bel lavoro di squadra. La risposta della Crusca è arrivata nella giornata di martedì e in classe è subito scattato l’applauso: «Caro Matteo – scrive Maria Cristina Torchia, della redazione Consulenza linguistica della Crusca – la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano come sono usate parole formate nello stesso modo». Alcuni esempi? Peloso (pelo + oso) o coraggioso (coraggio + oso). Anche il primo ministro Matteo Renzi ha riservato un pensiero al caso, twittando con l'hashtag #petaloso: «Grazie al piccolo Matteo, grazie Accademia della Crusca una storia bella, una parola nuova #petaloso». Immediata anche la risposta del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, che ha cinguettato: «Bravo Matteo. La lingua è creatività e luogo di libertà #petaloso @AccademiaCrusca». Una bella soddisfazione, anche per l’insegnante, che ha spiegato: «Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo».

venerdì 15 gennaio 2016

Da Immobile a Spalletti: La Serie A torna al passato.

Mai come prima la sessione di calciomercato invernale è stata caratterizzata da così tanti ritorni. Sarà la voglia di rivincita personale o semplicemente le scelte per un europeo che incombe ma la Serie A sta vivendo un vero è proprio ritorno al passato. Un movimento iniziato con i trasferimenti di Bryan Cristante in sicilia al Palermo fino ad arrivare al ritorno sulla panchina giallorossa di Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, subentrato all'esonerato Rudi Garcia, ha firmato un contratto di un anno e mezzo ed è pronto a rilanciare la sua nuova, vecchia, squadra in classifica. A lui in queste prime due settimane di calciomercato si sono aggiunti: Kevin Prince Boateng, svincolato dallo Schalke 04, che in seguito a due mesi di prova in allenamento a Milanello si è unito come rinforzo per la squadra di Mihajlovic. Ciro Immobile che dopo due anni tra Germania (Borussia Dortmund) e Spagna (Siviglia), ha deciso di tornare al Torino, dall'allenatore che lo ha reso grande, per rilanciarsi in chiave Euro 2016. Infine Alessando Diamanti, che dopo sei mesi definiti da lui stesso da "incubo" al Watford, torna in Italia per vestire la maglia dell'Atalanta e, come nel caso di Immobile, per guadagnarsi un posto tra i convocati all' europeo. A questi potrebbe aggiungersi anche El Shaarawy al centro di una trattativa tra Milan e Roma dopo il mancato riscatto da parte del Monaco. Insomma un vero e proprio ritorno al passato. 

giovedì 14 gennaio 2016

Addio a Alan Rickman, il Piton di Harry Potter: la rete da la colpa alla Maledizione di Ramsey.

Dopo David Bowie è morto Alan Rickman, l'attore che ha interpretato Severus Piton in Harry Potter. L'attore avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 21 febbraio, ma il cancro lo ha portato via all'affetto dei cari e del pubblico in maniera prematura. Nel frattempo in Rete, in maniera tanto sciocca quanto indecorosa e irrispettosa, già riprende piede la cosiddetta ‘maledizione di quando segna Ramsey': ovvero, quell'incredibile tormentone alimentato dalla suggestione del ‘non è vero ma ci credo' secondo cui ogni volta che l'attaccante gallese dell'Arsenal fa gol a morire è un personaggio famoso.Una leggenda macabra iniziata nel 2011 quando, a cadere tra le braccia del ‘Triste mietitore' fu Bin Laden, il capo dei terroristi di Al Qaeda che progettò e mise in atto gli attentati dell'Undici Settembre, l'attacco alle Torri Gemelle simbolo dell'assalto all'America. Insomma, se i reparti scelti delle Forze Armate statunitensi il ‘merito' sarebbe del calciatore. Volendo fare qualche altro esempio si dice anche che a cadere siano stati Steve Jobs (gol al Marsiglia), Gheddafi (gol al Tottenham), Whitney Houston (gol al Sunderland), gli attori Paul Walker (doppietta al Cardiff City) e Robin Williams (gol al Manchester City nella finalissima della Community Shield), il cantante Mango (gol al West Ham), ‘Starman' Bowie (gol al Sunderland in FA Cup) e adesso anche Alan Rickman (gol al Liverpool in Premier).Coincidenza e suggestione, tra le tante cose che circolano in Rete c'è anche questo: la maledizione di ‘quando segna Ramsey'.

lunedì 28 dicembre 2015

Il mercato si scalda: Le big incominciano a sognare.

Gennaio è ormai alle porte, così come l'apertura ufficiale della sessione invernale del calciomerato. Frutto di un campionato dove l'equilibrio, mai come ora, la fa da padrone, questo mercato è pronto a regalare sorpese. I sogni sono tanti, le certezze un pò meno, ma non si esclude la possibilità di vedere concretizzato proprio uno di quei sogni. Se sognare dunque è lecito il sogno del Milan ha il nome di Antonio Candreva. Il prezzo del cartellino dell'esterno biacoceleste è fuori portata delle casse rossonere ma un eventuale inserimento nella trattativa del duo El Shaarawy (non felice a Monaco) - Matri (già alla Lazio) potrebbe far gongolare Lotito. Sogna anche la capolista Inter. Con Pirlo, onorato dell'interesse neroazzuro ma lontano, i progetti dell'Inter cosi come quelli dei cugini rossoneri riguardano lo stesso Candreva e il regista biancocelste Lucas Biglia. Difficilmente Lotito si priverà di uno dei due, ancora più difficile è l'idea che possa privarsi di entrambi. D'altro canto nemmeno le altre inseguistrici dell'Inter stanno a guardare. Il Napoli di De Laurentiis ha annunciato due colpi per questa sessione e uno già in cassaforte per la prossima. Uno dei due colpi di questa sessione potrebbe essere Soriano con la riapertura di quella trattativa che era stata interrotta quando tutto sembrava ormai fatto. L'alternativa resta Vecino. Immobile invece potrebbe assumere il ruolo di vice-Higuain ma per ora resta una suggestione. Il sogno della Roma invece si chiama Diego Perotti (seguito anche dal Milan). L'esterno del Genoa ha dimostrato parecchia insofferenza nell'ultimo periodo, con qualche espulsione di troppo. Il ds Sabatini, partito Iturbe, non vuole perdere tempo e mettere a disposizione di Rudi Garcia un degno sostituto. Infine la Juve sogna in grande con un pezzo preligiato come il tedesco Gundogan del Borussia Dortmund, già seguito in estate, anche se la pista più fattibile porta a Banega del Siviglia. Chi realizzerà il suo sogno? Non ci resta che aspettare...

giovedì 17 settembre 2015

Champions League: Florenzi fa il Messi. La Roma stoppa il Barca

Un marziano a Roma.  Non si tratta di Messi ma di Alessandro Florenzi. Per una notte i riflettori restano puntati su quel tiro-pallonetto da 56 metri che ha sorpreso Ter-Stegen, colpevolmente troppo fuori dai pali, e si è infilato proprio alle spalle del tedesco.Incredulità ed entusiasmo per un ragazzo che nemmeno è riuscito a capacitarsi di ciò che veramente ha realizzato. Difficilmente questo gol uscirà dal podio di rete più bella di quest'edizione di Champions League. Ma della serata di ieri non va apprezzato solo il gol-capolavoro di Florenzi ma anche l'orgoglio la forza difensiva della Roma. Certo,quando leggi i nomi di gente come Dzeko, Salah, Iturbe, Gervinho, Pjanic, Iago Falque e Totti, pensi a una squadra a trazione anteriore e non ti aspetti che il punto di forza sia la retroguardia. Invece, dietro alla bella prestazione dell'Olimpico c'è un'impresa non da poco: bloccare i blaugrana e impedire a Messi e compagni di dilagare. Tanto per capirci. Nella scorsa edizione della Champions, solo due volte il Barça di Luis Enqrique aveva segnato non più di un gol. Merito quindi a Szczesny e compagni di reparto, ma anche a Garcia, che deve aver imparato la lezione impartitagli dal Bayern lo scorso anno, quando il tecnico francese mandò allo sbaraglio la sua Roma, esponendola a una figuraccia epocale. Nemmeno dodici mesi dopo, però, lo stesso errore non è stato ripetuto e contro un avversario certamente più forte (e privi di un giocatore cardine come Pjanic) si è deciso di giocare coperti, affidandosi alle qualità e al cuore di una squadra che finora aveva basato tutto sul suo talento offensivo. Insomma, un bagno di umiltà che non può far altro che aumentare l'autostima e l'ambizione giallorossa.


INFORTUNI SZCZESNY e RAFINHA  Le uniche note stonate della serata sono state per la Roma, l'ifortunio di Szczesny, e per il Barcellona quello di Rafinha. Il portiere polacco, ha subito un infortunio alla mano causato da uno scontro con Luiz Suarez, e dovrà restare fermo dalle 4 alle 6 settimane. Più grave l'infortunio per il giocatore del Barca, causato da uno scontro con Nainggolan. Si tratta infatti della rottura del legamento crociato anteriore. Si parla di sei mesi di stop.

LE SCUSE DI NAINGGOLAN Tempestivamente alla notizia della gravità dell'infortunio sono arrivate le scuse del mediano belga della Roma con tanto di buona fortuna per un veloce rientro in campo.

mercoledì 16 settembre 2015

Champions League: La Juve ribalta il City. Crolla anche lo United.

Manchester cade in una notte. Con lei cadono le certezze di un mercato faraonico che dimostra la differenza che passa tra avere campioni sulla carta e esserlo una volta scesi in campo. Prima Sterling, poi Otamendi, sul gong il botto De Bruyne: dalle parti dell'Etihad Stadium non hanno badato a spese. Depay, Schweinsteiger, Darmian, Schneiderlin e l'investimento per Martial, l'Under 20 più costoso di sempre, i colpi con cui lo United ha risposto ai cugini. 350 milioni spesi in due. Cifre che hanno regalato un avvio in campionato esemplare ma, che non sono bastate a regalare i primi tre punti all'esordio nella massima competizione continentale. Anzi, ecco un doppio ko, per mano, rispettivamente, di Juventus e Psv, che fa davvero male. I sogni di gloria del City si sono infranti contro il muro Buffon. A nulla è servito l'ingresso di Otamendi e De Bruyne, entrati sono per assistere in prima persona alla rimonta Juve targata Manzdukic-Morata. Illusione di gloria che ha coinvolto anche i cugini dello United, prima in vantaggio grazie al gol di Depay, poi rimontati dagli acuti di Hector Moreno e Narsingh. Dopo la finale dell'anno scorso, anche se per una notte, l'Italia e la Juve tornano a ruggire dando l'ennesima lezione ai paperoni del calcio.

GLI ALTRI MATCH Siviglia vs Borussia Monchengladbach 3-0; Psg vs Malmo 2-0; Real Madrid vs Shakhtar 4-0; Wolfsburg vs Cska 1-0; Benfica vs Astana 2-0; Galatasaray vs Atletico Madrid 0-2

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lunedì 14 settembre 2015

Dal Basket al Tennis, passando dal ciclismo. E' un'Italia che fa sognare.

Difficilmente tutti tifosi italiani, appassionati di sport, dimenticheranno il week-end appena concluso. Il calcio per una volta non c'entra. Per un volta, un intero paese si unisce ad ammirare le imprese dei loro atleti, realizzate proprio quando tutti credevano che sarebbero state destinate a rimanere un sogno lontano. Invece ecco che,agli Us Open, Flavia Pennetta e Roberta Vinci,  prima eliminano le prime due teste di serie mondiali ( Serena Williams e Simona Halep), poi sotto il cielo di New York, che per l'occasione (nonostante le nubi) diventa simbolicamente azzurro, si giocano colpo su colpo la finale. Finisce tra sorrisi e abbracci, vince Flavia. La ciliegina sulla torta prima di un ritiro annunciato e confermato nell'intervista del post-gara. Le imprese però non sono finite, ed ecco che, dalle gioie del tennis, si passa a quelle del basket con la Nazionale azzurra che all'Europeo conquista i quarti di finale, passando dai successi contro la Spagna e i padroni di casa della Germania. Timori e ansie che si spengono definitivamente nell'ottavo di finale: travolta Israele e autostima alle stelle. Prossimo obiettivo la Lituania. Finita qui? Nemmeno per idea.  Tocca a Fabio Aru sfilare trionfalmente. A Madrid una grandissima promessa diventa solida realtà. A 25 anni il sardo conquista il suo primo grande giro aggiudicandosi la Vuelta. Dopo due podi al Giro (terzo e secondo) arriva la consacrazione in Spagna, dove diventa il più giovane italiano a vincere la classifica finale. L'Europa e il resto del mondo sono avvisate: l'Italia ha ricominciato a farsi rispettare.

giovedì 10 settembre 2015

Us Open: Pennetta-Vinci fanno la storia. Semifinale con sogno finale azzurra.

Un risultato storico per il tennis italiano: perché se Flavia Pennetta in semifinale agli Us Open era già arrivata due anni fa, è la prima volta che due azzurre si troveranno all'appuntamento con il penultimo atto di un torneo dello Slam. La giocatrice brindisina ha superato la testa di serie n.5, la ceca Petra Kvitova, e ha raggiunto così Roberta Vinci, giocando il suo solito match intelligente e lucido: 4-6 6-4 6-2 alla forte e più potente avversaria, al termine di un match in cui la Pennetta è riuscita restare sempre attaccata alla Kvitova, che pure era arrivata a condurre 3-1 nel secondo set dopo aver vinto il primo. Ma questa Pennetta, che a Flushing Meadows si sente come a casa sua (sesto quarto di finale, seconda semifinale) non si è mai lasciata andare: colpo su colpo, soluzione su soluzione, approfittando anche dei tanti errori della due volte campionessa di Wimbledon (60 contro 16 non forzati nonostante i 41 vincenti contro i 21 dell'azzurra), prima ha conquistato il break al nono gioco del secondo set per poi chiudere subito il set, poi ha preso il largo nel terzo e decisivo parziale: equilibrio fino al 2-2 poi la stanchezza della Kvitova si è fatta sentire e la brindisina ha infilato 4 giochi consecutivi.In semifinale Flavia affronterà la romena Simona Halep, testa di serie numero 2, che si è imposta nei quarti sulla bielorussa Victoria Azarenka in tre set con il punteggio di 6-3, 4-6, 6-4 in un match che è stato interrotto per un'ora e 25 minuti nel terzo set a causa della pioggia.Dall'altra parte del tabellone, la semifinale è tra Roberta Vinci e Serena Williams. Sì, avete letto bene: tra le ultime quattro giocatrici degli Us Open 2015, ultimo Slam della stagione (quello che potrebbe passare alla storia per il Grande Slam rincorso da Serena) ci sono due italiane. Che partono sfavorite nelle loro prossime partite: ma con una Pennetta in queste condizioni, e una Vinci così determinata, sognare (e sperare) non costa veramente nulla.

Basket: Impresa Italia. Germania battuta e qualificazione in tasca.

Si sapeva che ci sarebbe stato da soffrire, che quella con la Germania sarebbe stata una partita anche più difficile della serata magica vissuta contro la Spagna. Ed è stato così. La vittoria all'overtime contro i padroni di casa (89-82) spinge gli azzurri fuori dal girone della morte regalando la qualificazione agli ottavi con una giornata di anticipo. Sono ancora una volta Gallinari (25 punti) e Belinelli (17 punti) a mettere il timbro sulla vittoria. L'Italia viene a capo di una partita non facile, una sorta di ultima spiaggia o quasi per la Germania che ora si giocherà il passaggio agli ottavi nello scontro diretto con la Spagna. Gli azzurri sfideranno la Serbia nell'ultimo match del girone con in palio addirittura il primato del girone. Qualcosa su cui in pochi avrebbero scommesso appena tre giorni fa, dopo il sofferto successo sull'Islanda. Ma forse bisognava rompere il ghiaccio per vedere la vera Italia."Ancora una grande partita - le parole del ct azzurro Pianigiani - contro una squadra che disputava una sorta finale in casa. All'inizio non è stato facile perché abbiamo un po' perso il ritmo in attacco anche a causa della fatica fatta contro la Spagna. Poi i ragazzi sono stati bravi a rimanere mentalmente nel match e a ricucire sempre non consentendo ai tedeschi di allungare troppo. Ci manca abitudine a queste partite ma ho visto in campo tanta anima. Volevamo salvarci da questo girone durissimo e meritatamente non lo passeremo come quarti. Contro la Serbia giochiamo sapendo che possiamo arrivare al primo posto ma avremo anche una certa serenità visto che anche da terzi avremo il vantaggio di un giorno di riposo in più visto che saremo in campo domenica".